Regione, dirigenti senza incarico

Antonella Aldrighetti

Partono le prime manovre di bilancio regionale. E le sortite finanziarie della giunta Marrazzo a meno di 60 giorni dall’insediamento continuano a destare sorpresa perché, ancora una volta, gli atti licenziati riguardano impegni di spesa stipendiale.
Oltre 4milioni e mezzo di euro (precisamente 4.584.000) che andranno a gravare sulle casse dell’amministrazione per retribuire le competenze annuali di impiegati e segretari alle dirette dipendenze degli uffici di presidenza, vicepresidenza e assessorati. Di cui 8 su 10 esterni all’amministrazione. Ma per entrare nel dettaglio della categoria bisogna aggiungere anche qualche precisazione. È vero infatti che il contingente operativo complessivo, al servizio dei vertici regionali, deve essere necessariamente aumentato per via del numero di assessori che è passato da 12 a 16, ma è ancora più vero che la giunta Marrazzo ha messo mano al regolamento corrente per riuscire a incrementare fino all’80 per cento i collaboratori esterni e di cui potersi avvalere per 5 anni.
E quindi a quanto ammonterebbe la spesa maggiorata se il numero dei «fiduciari» consulenti-segretari fosse rimasto entro il limite del 60 per cento? (Limite fissato dall’ex giunta Storace e peraltro già consistente). Ci risponde «radio Pisana». Ad occhio e croce secondo «l’emittente di riguardo» si sarebbe risparmiato almeno la metà: ossia poco più di 2 milioni di euro. Con 32 persone in meno da ingaggiare e quindi da retribuire. Sì perché dall’analisi accurata del documento tecnico (deliberazione n.573 del 17 giugno scorso) si capisce che 3 milioni di euro sono stati impegnati per competenze, compresi gli oneri riflessi al personale assunto a tempo determinato. Mentre 1 milione e mezzo per stipendi, oneri riflessi e previdenza al personale comandato. Cosicché tornano pure i conti effettuati con un piccolo «ritocco» al bilancio previsionale dell’anno in corso. Dinanzi a quella che starebbe per diventare la «problematica degli ingaggi fiduciari» almeno nella schiera del personale direttivo, sembra il caso di ricordare che rimangono invece ancora «al palo» circa 1.500 dirigenti che, previo concorso, sono passati di ruolo e quindi in attesa di essere sistemati.
Secondo la normativa vigente, prima di formulare chiamate fiduciarie bisognerebbe sistemare chi, di legge e per merito, vanta determinati requisiti e quindi, in questo caso, potrebbe essere inquadrato a servizio dei vertici regionali. Una formalità che consisterebbe solo nella semplice apposizione di una firma sull’atto di nomina. Ma la penna da impugnare resta nel cassetto e i dirigenti «congelati» così all’ultima qualifica ricoperta. Forse che la politica della giunta Marrazzo segua altre linee guida? Se lo chiedono in molti e ce lo chiediamo anche noi quando ai 4 milioni e mezzo di euro dobbiamo sommarne almeno altri 3 (di cui il Giornale ha già ampiamente parlato) che sono stati impiegati per affidare incarichi a consulenti-dirigenti che andranno a percepire, da qui alla fine del mandato di Piero Marrazzo, adeguamenti di stipendio tra il 20 e il 40 per cento in più rispetto ai loro predecessori. Non sarebbe il caso di fare dietro front e pareggiare quegli aumenti? Più di qualcuno ha iniziato a farsi i canonici «due conti».