La Regione fa la legge e finisce in procura

I consiglieri e gli assessori regionali hanno lo stipendio uguale a quello dei parlamentari, ma non godono della stessa immunità. Per quello che fanno e dicono nell’esercizio delle loro funzioni possono essere sottoposti a procedimento penale. È il principio da cui parte Virginio Poletti, consigliere della circoscrizione Centro Ovest, che ha già preparato una denuncia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nel suo mirino ha inquadrato l'assessore regionale Enrico Vesco, «reo» di aver preparato e fatto approvare una legge regionale «in stridente contrasto con le normative statali in materia, a cominciare dalla Bossi-Fini». E così il consigliere di An è deciso a depositare la denuncia in procura lo stesso giorno in cui la legge-Vesco entrerà in vigore. «Sarà la magistratura a valutare se nel suo comportamento si possano ravvisare estremi di reato - attacca Poletti, che precisa la sua idea -. Un conto è garantire i diritti degli immigrati regolari, altra cosa è l'estensione di diritti anche ai clandestini come fa la legge regionale. Sarebbe scandaloso se, con denari dei contribuenti liguri, si dovesse sostenere anche qualche clandestino che, proprio nelle vie della nostra circoscrizione, spaccia droga o sfrutta prostitute». Il tema della legge regionale sull'immigrazione, quella che ha recentemente accolto un emendamento sibillino e da molti neppure notato che prevede anche il pagamento delle spese per il rimpatrio delle salme degli immigrati, continua a scatenare polemiche.
Tuona intanto l'onorevole Maurizio Gasparri (An), a margine della presentazione del candidato sindaco di centrodestra a Rapallo: «La Regione Liguria ha introdotto una legge irresponsabile che di fatto consentirà a un extracomunitario anche clandestino di andare al pronto soccorso senza essere identificato e farsi e curare gratuitamente quando un operaio dovrà invece pagare il ticket». Ancora An annuncia il ricorso alle carte bollate, ma non solo, per fermare la legge Vesco. «La impugneremo subito nelle sedi competenti per la palese illegittimità», garantiscono i consiglieri regionali Gianni Plinio e Alessio Saso. Che però pensano già anche alla battaglia tutta politica. La strada preferita è quella del referendum abrogativo per chiedere ai liguri se davvero vogliono pagare garantire ai clandestini tutti i privilegi previsti. Gli esponenti di An stanno lavorando per ottenere l'appoggio degli altri rappresentanti dell'opposizione. «Con la nostra azione di deciso contrasto abbiamo voluto dimostrare come il centrosinistra regionale - attaccano Plinio e Saso - , con la stampella del solito Fabio Broglia (Udc, ndr)anteponga gli interessi degli immigrati anche clandestini, rispetto ai fondamentali diritti dei cittadini liguri ed italiani, a cominciare dai più bisognosi». E sempre in materia di preoccupazione degli italiani per i troppo privilegi concessi agli stranieri, il capogruppo di An in Comune, Gianni Bernabò Brea, e il consigliere di circoscrizione, Virginio Poletti, hanno incontrato gli abitanti di via Mignone 12, dove è previsto a breve l'insediamento di diverse famiglie di nomadi nelle case popolari.