Regione, una finanziaria per le grandi infrastrutture

Approvato il Dprf per nuove strade, autostrade e ferrovie. Formigoni: «Per la ricerca puntiamo molto sui giovani»

Marcello Chirico

«Dopo anni di progettazione, adesso arrivano quelli delle realizzazioni». E quindi di nuove strade, autostrade, ferrovie, infrastrutture in genere. Così il governatore lombardo Roberto Formigoni ha sintetizzato il contenuto del nuovo Dprf (documento di programmazione economico-finanziaria della Regione) che la giunta ha approvato ieri mattina, documento che anticipa tutto ciò che l’amministrazione regionale ha intenzione di attuare nel prossimo triennio. Un programma che, ha aggiunto il governatore, «conta sullo sviluppo della Lombardia attraverso l’aiuto ai giovani, alla ricerca, all’innovazione e al capitale umano. E un capitolo importante è appunto quello sulle infrastrutture, dove stiamo compiendo uno sforzo molto rilevante sia sul versante ferroviario che su quello di strade e autostrade».
Insieme al Drpf (nel quale è stato dedicato un capitolo alle realizzazioni future per ciascuna provincia), sono stati approvati pure il Prs («Piano regionale di sviluppo), il consuntivo di bilancio del 2004 e l’assestamento del 2005. Provvedimenti che dovranno ora ricevere il via libera dal parlamentino regionale.
Tutti i documenti sono passati all’unanimità, ma non senza frizioni all’interno della giunta, determinate da alcune richieste di emendamento al Piano di Sviluppo e al Dprf da parte del Carroccio. A presentarle, l’assessore Alessandro Cè, il quale ha consegnato ai colleghi una nota redatta dal proprio gruppo consiliare nella quale venivano elencate una serie di variazioni di bilancio con altre modifiche, tra cui quella di trasferire la presentazione dei futuri provvedimenti ambientali da adottare il prossimo inverno direttamente in consiglio, piuttosto che in giunta. Richiesta alla quale si è opposto prima l’assessore alla Partita Domenico Zambetti (Udc), poi il resto della giunta, che intravedeva in questa manovra leghista l’intenzione di voler delegittimare in aula l’azione di governo della Cdl.
La discussione è poi degenerata in vero e proprio alterco nel momento in cui si è passati a discutere sul merito delle proposte formulate dal Carroccio. «Cè mi ha insultato pesantemente, dimostrando di non avere rispetto per gli altri - rivela l’assessore azzurro Massimo Buscemi - e non è la prima volta che questo accade. Così come non è ammissibile che cerchi, a nome della Lega Nord, di cercare di modificare ogni volta i provvedimenti di giunta quando ormai è fuori tempo massimo per poterlo farlo». L’incidente pare abbia dato parecchio fastidio allo stesso Formigoni, sempre più seccato per le continue provocazioni innescate dalla Lega. Al governatore sfugge inoltre quale sia il principale riferimento del partito in Regione: in teoria dovrebbe esserlo il capo delegazione Davide Boni, ma poi a turno a lanciare gli attacchi sono appunto Cè e il capogruppo Galli. Una confusione di ruoli che non piace a Formigoni.