Regione in ginocchio per l’effetto mezzanotte

Plinio (An) e Morgillo (Fi) guidano gli interventi no-stop che stanno facendo saltare la scadenza per applicare le tasse di Burlando

Si fanno stretti, strettissimi, quasi invalicabili i margini di tempo per l’entrata in vigore della manovra finanziaria regionale: la mazzata inesorabile, che promette lacrime e sangue - sotto forma di tasse - ai cittadini della Liguria, rischia di saltare per decorrenza del termine (fine mese di novembre) previsto dalla legge per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, con conseguente commissariamento dell’ente. Sta avendo pieno successo, infatti, la strategia di ostruzionismo messa in atto con assoluta determinazione dagli esponenti dell’opposizione di centrodestra, sotto l’esperta regia di Gianni Plinio, capogruppo di Alleanza nazionale, e di Luigi Morgillo, che ricopre lo stesso incarico nel gruppo consiliare di Forza Italia. L’«effetto-mezzanotte», raggiunto per il protrarsi degli interventi in commissione ben oltre le ore 24 di venerdì, ha già provocato lo slittamento del dibattito in aula di martedì, previsto dal calendario dei lavori, in quanto tra commissione e consiglio devono trascorrere almeno tre giorni pieni. «Né si può ipotizzare, a questo punto - ricorda Plinio - un recupero della seduta per venerdì, giorno dello sciopero generale», anche se la maggioranza, in evidente affanno, cerca di fissare la discussione nella sala verde di via Fieschi per il tardo pomeriggio del 25, al termine delle manifestazioni collegate allo sciopero. Fra l’altro, in quelle stesse ore, il presidente dell’assemblea Mino Ronzitti dovrebbe essere a Bruxelles, all’Unione europea, a capo di una delegazione regionale. Anche per questo, si stanno infittendo, praticamente senza soluzione di continuità, le riunioni formali e soprattutto informali fra gli esponenti del centrosinistra per trovare sbocco a una situazione che appare gravemente compromessa. Anche perché - ribadisce Morgillo - è intenzione della minoranza di andare avanti a oltranza: dopo la dimostrazione di forza di venerdì, la squadra del centrodestra è pronta a riprendere la parola, e soprattutto a non mollarla, alla ripresa del dibattito in commissione.
«Finora - aggiunge Morgillo - ci siamo alternati efficacemente al microfono, facendo gioco di sponda. A parte Plinio e il sottoscritto, armati di acqua minerale e pastiglie per la gola, sono intervenuti a lungo Matteo Marcenaro (Per la Liguria), Gino Garibaldi, Franco Orsi, Matteo Rosso e Gabriele Saldo (Forza Italia), lo stesso Nicola Abbundo (Gruppo misto)». Cinque minuti dopo la mezzanotte è tornato a dar manforte per pochi istanti anche Fabio Broglia (Udc), che aveva partecipato alle primissime fasi della commissione del giorno precedente. Come dire: l’importante è partecipare. «In ogni caso - riprende il discorso Plinio - abbiamo fatto considerazioni sempre pertinenti, rinunciando alle facili acrobazie dialettiche senza senso. Anzi, di fronte a una platea di assessori e rappresentanti della maggioranza assolutamente muti, compreso l’assessore Pittaluga, abbiamo colto l’occasione per far presente come la manovra della giunta sia assolutamente iniqua, e le tasse, oltre tutto spinte al massimo, siano totalmente immotivate. Per lo meno curioso, e in effetti indicativo del clima nella maggioranza - sferza ancora Plinio - il fatto che una manovra definita tanto decisiva sia stata approvata in giunta con soli 8 voti, e cinque assenti fra cui (scusate se è poco!) il presidente Burlando e l’assessore alla Sanità Montaldo. Vergogna! Di fronte a tanta arroganza - conclude il capogruppo di An - noi ribadiamo il dovere morale e materiale di opporci con tutte le forze per far decadere il provvedimento e salvare i cittadini liguri da una torchiatura ingiustificata e ingiustificabile».