Regione, Giorgetti interviene sul caso Cè «Sostituire l’assessore? Solo falsità...»

Oggi si riunisce il consiglio federale: all’ordine del giorno la questione Pirellone

Il consiglio federale della Lega si riunisce oggi per discutere i molti temi caldi della politica. Tra gli argomenti all’ordine del giorno c’è la questione Pirellone e alla vigilia del vertice lumbard Giancarlo Giorgetti smentisce che la Lega abbia intenzione di sostituire Alessandro Cè con un altro assessore. Tra i nomi più gettonati ci sono quelli del medico di Bossi, Luciano Bresciani, e del presidente del consiglio regionale, Attilio Fontana (anche se lui dichiara di voler restare dov’è). «Giornalisti male informati» taglia corto Giorgetti in un’intervista alla Provincia di Como. «Ho letto talmente tante falsità che non mi stupisco più di niente. E comunque se si caldeggia quest’ipotesi (della sostituzione, ndr) vuol dire che i giornalisti hanno fonti poco attendibili». Giorgetti è sicuro che «si troverà un accordo» per evitare cambi al Pirellone. Adesso si tratta di capire se Giorgetti sarà smentito dai fatti.
Lo scontro in Regione è nato con un’intervista dell’assessore alla Sanità, Alessandro Cè, che parlava di Formigoni come uno di coloro che operano non per spirito di servizio ma seguendo logiche di potere. Il governatore della Lombardia ha chiesto una ritrattazione o le dimissioni e dopo qualche giorno di silenzio ha deciso di sospendere le deleghe di Cè, assumendo ad interim gli incarichi del leghista. Il caso è arrivato domenica scorsa a Arcore, dove il premier Silvio Berlusconi ne ha discusso con Umberto Bossi e Roberto Formigoni durante una cena che è servita a rasserenare gli animi ma non a sbloccare la vicenda. In calendario, senza tuttavia che sia ancora stata ufficializzata la data, c’è un incontro dei vertici della Cdl. La giunta si prepara a riprendere l’attività per il 14 settembre e dietro l’angolo c’è un altro appuntamento decisivo: l’approvazione del Dpfr e del bilancio in consiglio regionale. Lì sono attese le prove numeriche di maggioranza.