Regione, il grande bluff dei ticket gratuiti

«Sì, viaggiare», cantava Battisti. Ma non a spese della Regione Lazio. Perché il biglietto gratis sui mezzi pubblici agli under 25 e con reddito inferiore ai 20mila euro procede, neanche a dirlo, a singhiozzo, suscitando le ire di molti (teorici) beneficiari.
Lo rende noto il Codici (Centro per i diritti del cittadino), bacchettando la Regione Lazio per «l’ennesimo spot preelettorale ai danni delle fasce più deboli». Non si contano infatti i ragazzi che attendono, ormai da tre mesi, un’email di conferma dell’esenzione per il trasporto pubblico regionale e locale, pur essendo risultati idonei. Per vedersi assegnati i titoli di viaggio gratuiti bastava inoltrare una richiesta on-line e presentarne una copia nel Comune di residenza. Poi la Regione avrebbe stilato una graduatoria basata esclusivamente sul reddito e gli aventi diritto avrebbero ricevuto un’e-mail di idoneità alla franchigia.
Il provvedimento, contenuto in una delibera di giunta del maggio scorso, prevede per studenti e lavoratori la copertura nella tratta che va dal Comune di residenza al luogo di studio o di lavoro, anche se si trova in regioni limitrofe. I disoccupati potranno invece beneficiare di titoli gratuiti per i trasporti locali oppure per recarsi dal comune di residenza al capoluogo della loro provincia. L’agevolazione, per la quale la finanziaria regionale ha previsto 12 milioni di euro l’anno nel triennio 2009-2011, doveva entrare in vigore a partire dal 1° settembre, in via sperimentale, per quattro mesi. Ma a causa del boom di domande, oltre 40mila secondo quanto riferito dal Codici, i termini per l’accesso alla graduatoria sono stati prorogati a chissà quando. Risultato: «Molte email non sono arrivate agli interessati - afferma Valentina Coppola, segretario provinciale del Codici - i quali ovviamente non hanno potuto usufruire dell’esenzione».
La protesta è esplosa anche su Facebook, dove è nato il gruppo «Quelli che... ancora aspettano l’abbonamento gratuito della Regione Lazio». Circa ottanta gli inferociti iscritti, che si chiedono come fare «durante quest’attesa, che non si sa ancora quanto durerà. Viaggiare senza biglietto o comprare un abbonamento,ovviamente a prezzo intero? Nel frattempo le scuole sono iniziate, e da luglio in cui sono state presentate le prime richieste ancora nessuna graduatoria». Se, da un lato, almeno un utente può sorridere per aver ricevuto la sospirata email di conferma dopo circa un mese e mezzo, dall’altro gli internauti si affidano al sarcasmo: «Non preoccupatevi - si legge ancora sul social network - non si sono scordati di noi. Per qualsiasi informazione c’è un numero da chiamare: 800 001133. Ovviamente non funzionante». Già, perché come verificato dal Giornale, chiamando il numero verde non si ottiene alcuna risposta: una voce registrata annuncia che le linee sono momentaneamente occupate. Ecco allora che gli interessati hanno tempestato di telefonate il centralino del Codici, sceso subito sul piede di guerra con l’invio di una diffida scritta alla Regione Lazio.
«Chiediamo che venga fatta immediatamente chiarezza - spiega Coppola - e che vengano resi noti i motivi di questi ritardi. In caso contrario la nostra associazione si muoverà per chiedere i rimborsi dei costi dei titoli di viaggio sostenuti in questi mesi dai cittadini». Se entro quindici giorni dal ricevimento della lettera la Pisana non risolverà il problema, «i giovani presi in giro» potranno scaricare dal sito del Codici un facsimile con la richiesta di rimborso per le spese sostenute in questi mesi. Vale a dire, 16 euro per un abbonamento mensile per disoccupati e 18 per una tessera per studenti. E pensare che, secondo quanto dichiarato qualche tempo fa dall’assessore alla Mobilità della Regione Lazio Franco Dalia, l’iniziativa dei ticket gratuiti doveva servire a «favorire ed incentivare da un lato l’uso dei mezzi pubblici, dall’altro ad agevolare le famiglie a basso reddito ed in particolare i giovani che la mattina si spostano per studio o per lavoro».