Regione, i creditori aspetteranno fino a giugno

Antonella Aldrighetti

D’ora in poi chi vorrà «battere cassa» alla giunta Marrazzo per vedersi riconoscere i propri crediti dovrà pazientare. Soprattutto se a rivestire il ruolo di creditore sarà un fornitore di beni e servizi sanitari. La maggioranza ulivista che governa il Lazio ha formulato una chiara disposizione sui pagamenti delle forniture: le aziende e le imprese abilitate alle forniture di materiale sanitario, di assistenza e cura, gli ambulatori di analisi e quelli specialistici non percepiranno un soldo fino a giugno. Mese in cui dovrebbe partire, col via libera dell’assessorato al Bilancio, la procedura di transazione dei crediti attraverso una finanziaria scelta ad hoc che, a sua volta attraverso Sviluppo Lazio, gestirà i pagamenti direttamente per conto di Asl e aziende ospedaliere.
Questo il senso della delibera 1152 che fa parte di quel «pacchetto» sul contenimento della spesa sanitaria licenziato il 23 dicembre. Il posticipo semestrale dei crediti in capo a Sviluppo Lazio potrebbe creare problemi nelle casse di chi opera nella sanità convenzionata. Altrettanto, staranno poco allegri i fornitori che, al rilascio della cosiddetta «delega di pagamento cumulativa», dovranno riconoscere alla finanziaria un «limitato indennizzo forfetario a saldo e stralcio di ogni pretesa successiva». Vale a dire che quei crediti, sei mesi dopo, verranno «scontati» di una piccola percentuale, e non è precisato quanto, ma è chiaro che si può già parlare di una «mini-tassa» sulla transazione.
I fornitori dovranno sottoscrivere il contratto con la finanziaria regionale e non ne usciranno fino a quando il provvedimento non verrà stralciato. Alla meglio da qui a quattro anni. Con il paventato rischio di incontrollabili debiti fuori bilancio.
Facendo un passo indietro fino al 2000, ci si può rammentare di quando l’attuale opposizione, allora maggioranza regionale, si trovò a dover fare i conti proprio con il debito ereditato dalla giunta Badaloni: 4 miliardi di euro dovuti alla spesa sanitaria. Quest’altra gestione, in capo alla giunta dell’ex teledifensore civico di «Mi manda Raitre», potrebbe suscitare altrettanti problemi nelle casse regionali e produrre un ulteriore disavanzo finanziario. Che non ce ne voglia la giunta Marrazzo di un ardire troppo supponente nel rilevare le potenziali lacune della delibera pre-natalizia, piuttosto sarebbe stato il caso di divulgare la notizia e non tacere. Spostando l’attenzione sul fatto che «erano state sanate le posizioni creditorie fino al 2005». Inoltre prim’ancora avrebbe dovuto concertare il provvedimento con gli aventi diritto ai crediti comprese le organizzazioni sindacali del comparto sanitario visto che, nelle innumerevoli aziende convenzionate, vi presta servizio un numero considerevole di operatori.