Regione, l’aula più comoda dove fare ostruzionismo

(...) E non è certo un bel messaggio di democrazia. Questo vuol dire che anche chi vorrà venire per esprimere consenso o dissenso con le nostre scelte verrà limitato». In effetti le poltroncine, ugualmente granata, per chi vuole assistere al consiglio sono rimaste 46, da più di un centinaio che erano. Cioè ogni consigliere e assessore non potrà dare più di un «ospite» a testa. Questioni di sicurezza, pare. Le dotazioni richieste in caso la sala superi i cento posti a sedere aumentano.
Ma il pubblico avrà l’opportunità di seguire i lavori in una saletta accanto, con maxischermo a colori. Perché l’aula del consiglio regionale (oggi in anteprima per i lettori del Giornale) è diventata una specie di studio televisivo, con posti per la regia, in grado di governare anche i giochi di luce, e postazioni riservate per la stampa (a separare le due ali delle opposte fazioni). Proprio i giornalisti saranno gli unici «estranei» ammessi a diretto contatto con consiglieri e assessori, perché il pubblico sarà separato dai politici con spessi vetri antisfondamento che fanno da ringhiera per la «galleria».
La nuova sala omnicomfort godrà finalmente anche di un sistema di areazione di prim’ordine. Via la moquette verde che tappava le prese d’aria, ora ci sono bocchette per il ricircolo e la climatizzazione poste, con accuratezza, non in corrispondenza dei posti a sedere. Una sala che sembra fatta su misura per l’opposizione in caso di ostruzionismo. Appena due anni fa c’è già stato (per tentare di bloccare la stangata fiscale di Claudio Burlando alla sua prima finanziaria). Ora si rischia il bis, come promesso da tutti i gruppi del centrodestra. Passata la festa di venerdì si farà sul serio. Il piano di riordino degli ospedali potrebbe essere il primo test sulla comodità delle poltrone.