Regione, l’Unione si «divide» per far cassa

Le squadre della Cdl passano da otto a sei

MARCELLO CHIRICO

Si ricomincia, seppur per un breve periodo. Domani pomeriggio, alle ore 15, con la prima convocazione del nuovo parlamentino lombardo partirà ufficialmente l’ottava legislatura regionale. Un paio di mesi di lavoro, dopodiché l’attività si fermerà di nuovo - causa ferie - e ricomincerà a metà settembre. Si ricomincia dal Pirellone e, quindi, dalla sede canonica del consiglio, completamente restaurata e che - pare - otterrà il via libera per l’agibilità soltanto lunedì mattina, in tempo comunque per poter permettere la convocazione della nuova assemblea degli ottanta eletti.
Aula che presenterà non poche novità, a cominciare dall’assenza di esponenti dei Radicali (che non si sono presentati alle ultime elezioni) e dello Sdi (che non è riuscita ad ottenere nessun proprio eletto e spera di poter rientrare in gioco dopo le prossime elezioni politiche, col primo dei non eletti). Anche se la novità vera sarà la ripartizione dell’emiciclo, che nella passata legislatura prevedeva la divisione in 15 gruppi: in quella che sta per incominciare il numero resterà invariato, cambierà però la geografia dell’aula. E questo per effetto della decisione dei partiti delle opposizioni di presentare ciascuno un proprio gruppo, passando così dai 5 della scorsa legislatura ai 9 di quella che si andrà a inaugurare lunedì pomeriggio.
Una scelta, la loro, che si giustifica in un unico modo: quello di raggranellare il maggior numero possibile di contributi regionali, contraddicendo financo quel principio unitario col quale si erano presentati all’elettorato prima del voto d’aprile. Dall’«uniti si vince», le sinistre passano ora al «divisi si guadagna di più». E i conti sono presto fatti: ogni gruppo consigliare, costituito anche da un unico rappresentante, riceve dalla Regione un contributo annuale pari a 220mila euro. A seconda del numero dei consiglieri che ne fanno parte si aggiunge poi un contributo aggiuntivo, non calcolato però sulla base dei suoi rappresentanti. In altre parole: chi ha più consiglieri non guadagna di più. Semmai avviene il contrario, in quanto si ritiene che uno, due o tre persone abbiano più spese di un gruppo composto da 24 consiglieri (come, per esempio, quello di Forza Italia).
Da qui, l’escamotage della sinistra per rastrellare più soldi: frammentarsi in più gruppi. Succederà così che la fantomatica Unione verrà sì rappresentata in aula, ma solo da un unico esponente, che sarà Riccardo Sarfatti, ovvero lo sfidante di Roberto Formigoni. Resisterà anche il «listone», ovvero quell’Uniti nell’Ulivo che avrà anch’esso un unico rappresentante nel parlamentino lombardo: sarà il diessino Gianfranco Concordati, scelto poiché a Lodi è stato l’esponente su cui sono fatti convergere tutti i voti della coalizione. Dopodiché Ds e Margherita costituiranno ciascuno un proprio gruppo (rispettivamente con 11 e 8 consiglieri), così come Rifondazione (3), Verdi (2), Comunisti Italiani (1). A questi si aggiungeranno i Pensionati (passati al centrosinistra) e Italia dei Valori (al debutto al Pirellone), ciascuno con un unico rappresentante. Risultato della frammentazione: oltre due milioni di euro. Di sicuro, una bella colletta.
Passeranno invece da otto a sei i gruppi della Cdl, che da quest’anno non potranno più contare sull’appoggio dei Pensionati (passati all’opposizione) e sulla presenza del Ccd, inglobato nell’Udc. Non è pero da escludere che, all’ultimo momento, l’ex assessore azzurro Domenico Pisani decida di formare il proprio gruppo autonomo «Federati per la Libertà»: lunedì mattina prenderà una decisione definitiva dopo aver sentito Berlusconi. Sicura invece l’iscrizione di Silvia Ferretto di An al gruppo misto.