Regione Lazio, una conferenza programmatica della CdL

Una conferenza programmatica del centrodestra per lanciare politica e strategie dell’opposizione in Consiglio regionale: la proposta è di Stefano De Lillo, vicecapogruppo di Forza Italia alla Pisana, che con il capogruppo D’Ambrosio nelle prossime ore si confronterà con i vertici dei partiti alleati per verificare la capacità di risposta del centrodestra, reduce dall’inattesa sconfitta alle regionali, alla doppia sfida di cinque anni di opposizione in Regione e delle elezioni amministrative e politiche del 2006. Perché una conferenza programmatica? «Fino ad oggi non c’è stata una occasione, per i consiglieri regionali di tutti i partiti del centrodestra, di incontrarsi per verificare la possibilità di una azione politica comune nei prossimi cinque anni. L’invito dovrà essere poi allargato ai responsabili territoriali dei singoli partiti. Dalle elezioni del 3 aprile, ben cinque mesi fa, non è stato approvato alcun atto concreto per la gente né in Commissione né in Consiglio, né si ha idea di quando verrà convocato il prossimo Consiglio. Questo ci dà la responsabilità di proporre una iniziativa politica nuova». Ma qual è il programma dell’opposizione? «Dobbiamo vigilare sul fatto che la sanità del Lazio, che con noi ha ottenuto quattro ospedali, il primo Piano sanitario regionale, l’istituzione dell’azienda 118, la riorganizzazione delle attività ospedaliere, il potenziamento dell’assistenza domiciliare, il Recup, non perda tutto ciò. Dobbiamo poi vigilare perché il Lazio non perda il rilancio delle infrastrutture, non butti via i finanziamenti per le grandi opere: un esempio è il Corridoio Tirrenico Meridionale, colpevole di essere un progetto del governo Berlusconi e di voler trasformare la obsoleta e pericolosa Pontina in un’autostrada moderna e sicura, del quale i DS hanno dichiarato di voler spostare il finanziamento, operazione tecnicamente impossibile. Altra tematica importante è una politica di concretezza per Roma, che la doti finalmente di strade e servizi al posto dell’effimero veltroniano, che pensa solo a concerti e notti bianche. Dobbiamo monitorare lo stato delle imprese, tutelare i livelli di crescita economica, del lavoro e dell’occupazione che grazie a noi hanno portato il Lazio ai primi posti in Europa. Trovarsi all’opposizione fa parte della logica dell’alternanza, ma non significa altro, nonostante il notevole peso politico delle maggioranze generate dal maggioritario, che partecipare al governo della cosa pubblica con le armi del controllo, nel pieno rispetto della fiducia accordataci da quasi la metà degli elettori del Lazio».