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È alle porte una rivoluzione nel trattamento della celiachia: entro fine anno saranno avviati a Melbourne in Australia, i test clinici sull’uomo di un vaccino che per la prima volta al mondo non previene una malattia autoimmune, ma vuole curarla. La notizia è stata annunciata proprio a Genova durante il Congresso Internazionale sulla Celiachia, organizzato dall’Associazione Italiana Celiachia, che riunisce i massimi esperti mondiali sull’argomento. Un convegno che offre anche altre speranze sotto il profilo del trattamento con nuovi farmaci, i cui test danno risultati ottimistici. Soltanto in Italia la malattia colpisce oltre 75.000 persone, ma si stima che siano oltre mezzo milione gli italiani che non sanno di essere celiaci. Non possono toccare pasta, pane, biscotti ma anche le salse e tutto ciò che può essere «contaminato» con la farina, come la frittura. I sintomi infatti (vomito, diarrea, perdita di peso) nascondono difetti di digestione ed assorbimento intestinale degli alimenti e provocano di conseguenza gravi complicanze: dall’osteoporosi all’aborto spontaneo al temuto linfoma intestinale. Il vaccino è curativo ed è completamente nuovo nel suo genere: «riprogramma» il sistema immunitario per indurlo a tollerare il glutine. Nei pazienti i frammenti di glutine non digerito passano nell’organismo attraverso l’intestino, che nei celiaci non riesce a svolgere la sua funzione di barriera. Sono buoni i risultati anche sulla prima pillola. La sperimentazione sui primi 110 pazienti dimostra che il farmaco, scoperto tre anni fa negli Usa da un ricercatore italiano, elimina i sintomi associati al consumo di glutine nell’85% dei casi; entro dicembre arriveranno i risultati su altri 180 pazienti. Dire addio all’alimentazione su misura con prodotti senza glutine è il sogno di tutti i celiaci. La pillola si assumere prima dei pasti.