La Regione mette al fresco il pesce

Problemino facile, facile: chi comprerebbe pesce «fresco» di 9 giorni? Ora, il primo progetto pilota a livello nazionale, finanziato dalla Regione Liguria e promosso dalle Confederazioni dei pescatori, grazie a tecnologie ad atmosfera protetta, come già avviene in altri settori alimentari, riuscirà a conservare più a lungo il prodotto. Gli esperti garantiscono che, «a seconda della tipologia dei pesci, sulla base di rilevamenti sensoriali, microbiologici e chimici viene garantita la completa conservazione delle caratteristiche organolettiche del pescato».
L’iniziativa vede il consenso delle associazioni di categoria e, in questo caso, soprattutto di coloro che esercitano l’attività di altura. Grazie a questi procedimenti, il prodotto avrà maggiore durata di conservazione e si eviterà una inutile distruzione di pesce facilmente deperibile. Il «Fresco di più», questo il nome del progetto pilota, vede coinvolte in questa iniziativa specie ittiche di tutto rispetto: orate, spigole, polpi, triglie, merluzzi, merlani, sugarelli e alici la cui freschezza, si dichiara, verrà garantita fino a nove giorni.
«Con questa iniziativa - sostiene Giancarlo Cassini, assessore regionale all’Agricoltura - abbiamo voluto contribuire in modo tangibile alla valorizzazione e promozione dei prodotti ittici nostrani».
Nella città di Slow Fish ci può stare anche questo. Ma, forse, sarebbe meglio non chiamarlo: «Fresco di più».