La Regione mette più tasse e «assume» altri 6 consulenti

Diego Pistacchi

L’avevano detto l’assessore G.B Pittaluga e il presidente Claudio Burlando. L’avevano ripetuto fino alla nausea: le tasse erano costretti a metterle per ripianare i guai fatti dai loro predecessori al bilancio della Regione. Mica per inventarsi spese nuove, mica per aumentare le consulenze. E dev’essere proprio un malfidato chi, come Gianni Plinio ancora ieri, si ostina a tirare fuori a cadenza ormai settimanale nuove delibere che spargono centinaia di migliaia di euro in giro per la Liguria (e talvolta anche al di fuori) nel tentativo di dimostrare che i liguri avrebbero potuto fare a meno della stangata regalata dalla sinistra se la stessa sinistra fosse capace a governare senza sperperare denaro pubblico. In fondo ieri la giunta Burlando ha «solo» deciso di affidare sei incarichi nuovi di zecca, impegnando «solo» 215mila e rotti euro che intanto rientreranno presto grazie alla «manovra» approvata dopo la maratona in consiglio.
Tra l’altro, scorrendo l’elenco delle consulenze affidate, non si può non restare colpiti dai nomi dei progetti e degli istituti che vi collaborano. Alpter, Pharos, Dpi.te.ris, Qualità nei borghi, Arios. Detti così, devono essere molto importanti. (...)