La Regione nel mirino dei cacciatori

Seicento «doppiette» hanno protestato contro l’assessore Valentini sostenute dall’intero centrodestra

Daniele Petraroli

L’assessore regionale all’Agricoltura Daniela Valentini è finita, questa volta, sotto il tiro incrociato delle associazioni dei cacciatori e dell’opposizione di centrodestra. Il problema sempre quello del calendario venatorio 2005. Ieri mattina, davanti alla Pisana, è andata in scena la protesta delle doppiette. In seicento, sventolando le loro bandiere, hanno intonato cori contro la Valentini e l’assessore regionale all’Ambiente Angelo Bonelli. «La Regione - ha spiegato Gianfranco Fortunati, presidente regionale dell’associazione “Libera Caccia” - ha stabilito il calendario venatorio senza concertazione con le associazioni. Sono state fatte delle riunioni ma poi non hanno tenuto conto delle indicazioni fornite dai rappresentanti. Ci hanno penalizzato sia per i tempi che per le specie cacciabili. Rispetto ai cacciatori di Toscana, Umbria e Abruzzo, quelli laziali sono di serie C. Vorremmo solo essere trattati come loro».
Compatto al loro fianco tutto il centrodestra. «Strumentale e inconcludente è l’atteggiamento di questa maggioranza che ignorando le posizioni altrui porta avanti una politica prepotente ed arrogante», è stata la risposta del consigliere regionale di Forza Italia Antonello Iannarilli alle dichiarazioni dell’assessore Valentini che aveva definito la protesta «frutto di un’astratta strumentalizzazione politica». Tra i manifestanti anche il consigliere di An Tommaso Luzzi: «Mi auguro che non si ritorni alla Giunta Badaloni che, ogni qualvolta si doveva preparare il calendario venatorio, costringeva questa onesta categoria a scendere in piazza con manifestazioni o con l’occupazione dell’aula del Consiglio regionale».
Un calendario venatorio «certamente penalizzante e non ricettivo di legittime richieste», per il capogruppo della Lista Storace Fabio Desideri. «La nuova amministrazione - ha concluso il consigliere - si dichiara disponibile a concertare, ad aprire tavoli e a recepire istanze ma poi, alla prova dei fatti, accade esattamente il contrario».
Ancora più duro l’ex assessore ai Trasporti di An Giulio Gargano: «Una calendarizzazione come quella che Marrazzo e Bonelli hanno deciso è sbagliata ed estremista nei contenuti e nella forma, perché sintomo di una totale incapacità di associare il concetto di democrazia a quello di rispetto per le opinioni altrui».
Dall’Udc, invece, si chiede un vertice per modificare il calendario venatorio. «Ridiscuterlo è l’unico modo per uscire da questa situazione - ha spiegato il capogruppo alla Regione Lazio Luciano Ciocchetti -. L’assessore Valentini farebbe bene a tenere conto di quanto i cacciatori fanno per il ripopolamento del territorio e per la tutela di alcune specie». Forza Italia parla di vera e propria discriminazione dei cacciatori. «I cacciatori laziali, vorrebbero essere trattati dall’assessore Valentini almeno come sono trattati i cacciatori di regioni limitrofe quali l'Umbria e la Toscana da giunte di sinistra - è stato il commento del capogruppo alla Pisana Raffaele D’Ambrosio -. Non si capisce l’accanimento della Giunta che governa il Lazio nei confronti di cittadini che coltivando questa passione nel rispetto ed a protezione dell’ambiente vorrebbero che fossero riapplicate almeno le leggi nazionali riguardanti la caccia». Per il consigliere Giorgio Simeoni, sempre di Forza Italia, le restrizioni del nuovo calendario «celano una posizione aprioristicamente pregiudiziale nei confronti della caccia».
«Anche in materia di caccia stiamo assistendo ad uno spettacolo indecente: restrizione immotivata del calendario venatorio per alcune specie animali che non sono a rischio di estinzione, mentre sul nocivo storno non si adotta un provvedimento a livello regionale - è stato invece il commento del consigliere di An Fabio Rampelli -. La delibera della Giunta su questa materia è il peggior provvedimento che poteva essere partorito in attesa dell’apertura della stagione. In un ordine del giorno che ho presentato, noi di An chiediamo la revisione del calendario e il riconoscimento dei diritti dei cacciatori, il cui impegno volontario per il rispetto dell’ambiente, per la sorveglianza del territorio e per il ripopolamento faunistico è da sempre una garanzia per la tutela della natura».