La Regione paga l’indennità a chi va al mare

(...) Insomma, 4.000 e spiccioli li prendono comunque per essere stati eletti, gli altri li prendono per il lavoro svolto. Allora di fatto sono gli unici lavoratori non in nero che quando vanno in ferie ci perdono metà stipendio? Sembrerebbe di sì. D’altra parte l’ultima convocazione di consiglio regionale in Liguria risale al 30 luglio, la prima dopo le ferie neppure è stata ancora fissata. Tanto per fare un paragone, persino deputati e senatori si sono fermati dopo, o hanno ricominciato prima. L’ultima seduta della Camera è del 5 agosto, ieri era convocato un incontro flash (dieci minuti, dalle 10 alle 10.10 di mattina) per comunicazioni sui decreti, la prima seduta con votazioni si terrà il 16 settembre. Al Senato sciogliete le righe l’1 agosto e subito una convocazione il 7 per i decreti, nuovo appello il 2 settembre e prima seduta formale il 17.
Insomma, i consiglieri liguri, con un agosto tutto di ferie, si trovano con mezzo stipendio? Macché. Tutti hanno percepito il loro solito «onorario» fino all’ultimo centesimo. E le indennità? Sono le indennità-spiaggia? L’extra-ombrellone? Il rimborso-montagna? In Regione Liguria esiste una circolare che in buona sostanza sostiene come non partecipare ad alcuna commissione nell’arco di un mese o partecipare a quindici riunioni delle stesse sia la stessa cosa dal punto di vista dell’emolumento da percepire. Antiestetico? Rischioso in tempi in cui la «casta» è sempre nel mirino? In Regione assicurano di no, che è tutto regolare, da sempre o quasi funziona così, va bene a tutti. Ma tanto per non andare incontro a seccature, venerdì 1 agosto, la mattina, sono state convocate due commissioni, una alle ore 10, l’altra alle 12. Insomma, ad agosto i consiglieri hanno lavorato, quindi hanno diritto agli 8.000 e passa euro complessivi.
Due commissioni in realtà comprendono molti consiglieri, ma non tutti. Resterebbe così il rischio che qualcuno percepisca stipendio pieno solo in base a quella regoletta interna. Ma anche in questo caso c’è una via d’uscita per garantire a tutti (anche a chi non fa parte delle due commissioni convocate) la busta paga pesante. Per regolamento basta dimostrare di essere stato in «missione», cioè aver svolto un’attività collegabile al mandato di consigliere regionale (cioè più o meno qualsiasi cosa) fuori sede per essere considerato in servizio effettivo. Come in commissione o in consiglio. Per estremizzare con un esempio, un consigliere al mare potrebbe farsi riconoscere la «missione» incontrando il sindaco della cittadina di villeggiatura con la scusa di parlare delle crisi del turismo.
Pagati a tempo pieno per stare in ferie? Non è nulla di clamoroso. Qualsiasi dipendente ha diritto allo stipendio anche quando è in ferie. Ma basterebbe che i consiglieri regionali prendessero 8.000 euro senza scindere la busta paga in stipendio e «indennità». Neppure si può contestare qualcosa al presidente del consiglio regionale Mino Ronzitti. La «pratica» di prendere l’indennità di presenza anche sotto l’ombrellone è antica e antecedente al suo mandato. Anzi l’attuale presidente ha già ridotto, nel corso di questo mandato, la busta paga dei colleghi. Circa 1.000/1.500 euro in meno al mese rispetto a tre anni fa, grazie a razionalizzazioni degli incarichi, tagli e restrizioni in parte anche volute a livello governativo. Come dire, prima era anche peggio.