Regione in retromarcia su Corecom e Pittaluga

Altro che ordine dei lavori e questioni burocratiche. Ieri il presidente dell’assemblea legislativa regionale Giacomo Ronzitti si è trovato a discutere tutte le spine arretrate spuntate durante il suo viaggio ai campi di concentramento con le scolaresche. È tornato ed è stato investito dal tornado del gonfalone, che ieri lo ha visto ancora sul banco degli imputati per scelta dell’opposizione. Ma se possibile ancora più intricate erano le questioni legate alla scelta dei membri del Corecom, il comitato garante delle comunicazioni, e la lettera che l’assessore G.B. Pittaluga ha scritto ai «colleghi consiglieri» che dovranno essere interrogati dalla guardia di finanza sul giallo del bilancio regionale.
Gonfalone a parte, Ronzitti ieri è tornato a riscuotere apprezzamenti anche da parte della minoranza. Perché a proposito di quella lettera su carta intestata del gruppo consiliare «Gente di Liguria» che metteva in guardia i possibili testimoni dalle conseguenze delle loro dichiarazioni, Ronzitti è stato eplicito: «Iniziativa singolare e anomala», l’ha definita invitando «i colleghi a non tenerne conto». Qualcosa in più di un buffetto rivolto all’assessore fin troppo solerte.
E poi c’era il Corecom. L’ente di garanzia per il quale i presidenti di giunta e consiglio avevano concordato di scegliere Pasqualino Serafini come presidente. Su quella scelta però si è abbattuta l’ira del centrodestra. Nulla da dire sulla persona, ma sul suo curriculum sì. Cinquantenne, diplomato al liceo scientifico e iscritto fuori corso alla Facoltà di lettere, in contatto con giornali e tv, erano le sue credenziali. Il resto era tutto fatto da una grande esperienza nel mondo ecologista. Un po’ poco e soprattutto un po’ fuori settore per uno che dovrebbe occuparsi di comunicazioni e telefonia. Così pure il suo legame, anche di parentela stretta, con il partito dei Verdi, non sembrava adatto al ruolo. Tanto che Ronzitti, che pure aveva accettato il suggerimento di Claudio Burlando (su indicazione degli stesi Verdi), ha fatto marcia indietro. Si è impegnato a riportare la questione a zero, a fare nuovi incontri con tutti i gruppi, anche di minoranza, e a non considerare quanto già deciso dalla commissione.