La Regione rifà i conti. Un miliardo e mezzo da tagliare in 4 anni

Il Pirellone studia gli effetti della manovra correttiva fra ticket e agevolazioni. Colozzi: «Salvare gli enti virtuosi». Carugo: «Necessario accelerare sul fattore famiglia lombardo»

Allarme in Regione per i tagli in arrivo con la manovra. L’assessore al Bilancio del Pirellone, Romano Colozzi, sul suo sito Il Revisore, dedicato alla finanza pubblica, rilancia un appello al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. «È necessario non penalizzare gli enti virtuosi come Regione Lombardia rispetto ad altre situazioni locali che registrano nei loro bilanci voragini di miliardi» scrive Colozzi.
L’impatto della manovra sulla Lombardia è di circa un miliardo e 500 milioni da oggi al 2014. Gli effetti più pesanti si sentiranno nel 2013 e nel 2014, perché nel 2011 e nel 2012 saranno abbastanza modesti (c’è però da tenere pesante che la Regione Lombardia ha già subito tagli di 4 miliardi nel 2011 e di altri 4 miliardi nel 2012). I tagli riguardano ticket sanitari e Trasporto pubblico locale, ma sono soprattutto le politiche della Famiglia a essere messe in difficoltà dai tagli alle detrazioni fiscali.
Preoccupazione per il ticket da 10 euro: nel 2011 in Lombardia mancheranno all’appello 40 milioni di euro di trasferimenti per finanziare le prestazioni di specialistica e diagnostica. Il ticket era stato introdotto dalla Turco nel 2006 ma lo Stato ne ha sempre coperto il costo, almeno fino a oggi. Restano così circa cinque mesi di non ticket non coperto.
C’è poi il capitolo del Trasporto pubblico locale, che perde 90 milioni nel 2012 e non è ancora finanziato nel 2013 e nel 2014. Un capitolo preoccupante, perché si aggiunge a tagli e conseguenti aumenti dei biglietti che sono già stati operatio dal Pirellone.
Il nuovo Patto di stabilità interno previsto dal provvedimento prevede importanti «parametri di virtuosità», almeno a livello di principio, ma l’impatto concreto a livello finanziario per Regioni e enti locali virtuosi deve ancora essere valutato e la Regione teme che non sia abbastanza concreto.
A preoccupare molto sono i provvedimenti che penalizzano la famiglia, a partire dai tagli alle detrazioni fiscali che colpiscono anche asili nidi, nuclei con figli e spese mediche. Stefano Carugo, membro Pdl della commissione Sanità in cui si discute il fattore famiglia lombardo, spiega: «Se usi la leva che agisce sulle detrazioni, di fatto aumenta la pressione fiscale. Il rischio è che siano proprio le famiglie a pagare il prezzo più caro».
La soluzione, secondo Carugo, è spingere sull’acceleratore del Fattore famiglia lombardo, ovvero il quoziente familiare in versione regionale. Carugo ha condotto la battaglia per inserire il FFL nel Piano regionale di sviluppo e lo ritiene un antidoto alla manovra, «un modo concreto di aiutare le famiglie numerose e con disabili».
Il Fattore famiglia prende in considerazione il “carico familiare”, con la definizione di scale di equivalenza che garantiscono e tutelano le famiglie numerose, le famiglie con figli minori, le famiglie con un solo genitore, la presenza di persone disabili o non autosufficienti. Il fattore FFL sarebbe da applicare tanto nella selezione dell’accesso ai servizi quanto nel sistema tariffario, nella valutazione dell'idoneità a finanziamenti, titoli sociali (buoni, voucher) e contributi (come l’applicazione al Fondo sostegno affitti).
La manovra prevede anche un articolo sull’Expo 2015, una clausola di salvaguardia che autorizza gli enti locali all’esproprio nel caso in cui non si trovassero gli accordi con i privati sul prezzo e soprattutto sulla modalità d’acquisto delle aree del sito Expo. Un salvagente per evitare problemi dell’ultima ora, anche se l’intesa con Fiera, Cabassi e Poste è già stata raggiunta.