La Regione salva i bus dei pendolari

I pullman continueranno a passare regolarmente e il servizio di trasporti non si bloccherà. Né a Pavia, né a Varese, né a Monza né a Lodi. Per il rotto della cuffia, a un passo dal fallimento della società Sila, sono stati salvati i mezzi pubblici con cui ogni mattina oltre 20mila pendolari raggiungono Milano. Altrimenti sarebbe scoppiato un autentico caos. I passeggeri si stavano già organizzando in comitati e stavano per far scoppiare la protesta. L’allarme, al momento, sembra rientrato. «Ce l’abbiamo fatta» commenta soddisfatto l’assessore ai Trasporti della Provincia di Milano, Giovanni De Nicola, all’uscita dalla riunione fiume in Regione Lombardia con l’assessore Raffaele Cattaneo, i colleghi delle province coinvolte e i sindacati.
«Abbiamo trovato una soluzione e i mezzi pubblici ora sono garantiti» puntualizza l’assessore. Di fatto la società Sila, che finora ha gestito il servizio, scomparirà, ormai collassata sotto debiti insormontabili, ma i bus continueranno ad esserci. I pendolari potranno quindi tirare un bel sospiro di sollievo. Nei giorni scorsi la tensione alle fermate dei pullman è arrivata alle stelle. E in tanti temevano che dall’oggi al domani il servizio potesse saltare.
La Sila, l’azienda che gestisce le linee extraurbane, è da tempo sull’orlo del tracollo finanziario. E i mezzi pubblici rischiano da settimane di fermarsi di colpo e di lasciare a piedi le migliaia di pendolari che magari hanno già pagato gli abbonamenti annuali. La società ha infatti contratto un debito pressoché insanabile, pari a 32 milioni di euro. «Aspettiamo dei soldi dallo Stato e dalla Regione» avevano detto nei giorni scorsi gli amministratori della Sila. Certo, il Pirellone è in debito con il gruppo di circa 100mila euro ma la cifra non sarebbe servita di sicuro a ripianare il buco di bilancio. Che suona da tempo come un fallimento decretato.
Per garantire il servizio, si sono confrontati i vertici della società con i sindacati e con gli assessori ai trasporti delle province coinvolte. L’incontro, il primo di una lunga serie, si è tenuto in Regione Lombardia, coordinato dall’assessore lombardo ai Trasporti Raffaele Cattaneo. Una riunione informale che tuttavia è stata utile per fare il punto sull’ammontare del debito e sulle soluzioni future. A rischio, oltre a migliaia di pendolari, c’erano anche centinaia di dipendenti che avrebbero potuto rimanere senza lavoro. In corner, il loro posto è stato salvato e i conducenti continueranno a guidare i mezzi. Sono stati analizzati i bilanci e si è deciso di far affondare la società ma non certo il servizio pubblico.
Nei prossimi giorni i tecnici entreranno nel dettaglio della decisione politica e provvederanno a sistemare le carte. A chi viaggia ovviamente non interessa il nome della società. Interessa che i mezzi ci siano, ogni giorno.