Regione, scatta il piano per l’emergenza caldo

Gioia Locati

Dal numero verde per chiedere informazioni al diktat per i pronti soccorso: «Precedenza agli anziani». Dalla collaborazione Asl-Comuni per identificare gli ultra 75enni che vivono soli al custode socio sanitario che, nei quartieri a rischio degrado, si prenderà cura dei vecchi. Sono soltanto alcuni spunti del programma pensato dalla Regione per affrontare il grande caldo.
Numero Verde. Il numero di telefono 840.000.006, messo a disposizione anche l’anno scorso, verrà potenziato: chi chiama riceverà consigli su come comportarsi in caso di malori o semplice insofferenza, saprà a quali medici chiedere prescrizioni e a quali indirizzi rivolgersi. Di più: gli verrà suggerita anche una dieta anti-afa. La Regione pubblicizza questo telefono su 10mila manifesti che i Comuni appenderanno nelle bacheche dei posti più frequentati. Gli assessorati alla Sanità e alla Famiglia e solidarietà sociale hanno inoltre inviato direttive a ospedali, case di cura e Asl.
Ospedali. In caso di caldo persistente - quando cioè non si tratta di giornate isolate - gli ospedali devono prevedere un adeguato numero di posti letto, mettendo a disposizione anche quelli che nel periodo estivo sono off limits per permettere le ferie di medici e infermieri. Oppure, è scritto nella circolare, si utilizzino i posti letto degli altri reparti. Insomma, il diktat è: ricoverare gli anziani in caso di scompensi cardiocircolatori. Nei Pronti soccorso devono essere loro, i vecchi, ad avere la precedenza. E si deve cercare il più possibile di non trasferirli in altre strutture.
Asl. La Regione chiede alle aziende sanitarie di «concordare i turni delle chiusure degli ambulatori» in modo che l’anziano sappia sempre a chi rivolgersi. È stato Umberto Fazzone direttore generale dell’assessorato Famiglia e solidarietà a illustrare il nuovo impegno «porta a porta» di Asl e Comuni: «Saranno impegnati a identificare gli ultra 75enni che vivono soli e che non sono al momento conosciuti dai servizi sociali e socio-sanitari. Si vuole con questa strategia tenere sotto controllo la loro situazione e intervenire in modo mirato quando è il caso».
Custode socio-sanitario. Prosegue il progetto sperimentale avviato nel luglio scorso in alcuni quartieri a rischio degrado: è il portinaio che si prende cura dell’anziano che abita nel suo caseggiato. L’iniziativa, nata dalla collaborazione fra Ministero della Salute, Regione, Asl, Comune e Fondazione Don Gnocchi, ha interessato finora 12mila anziani. e sono stati prestati 39mila aiuti.
L’assessore. Il neo assessore alla Sanità Alessandro Cè al suo «debutto» in Regione ha smorzato le polemiche: «Sbaglia chi, come i Verdi, fa polemiche accusando gli assessorati alla Sanità e alla Famiglia di essere inadeguati. Credo che la tempestività degli interventi la dica lunga. La circolare che è stata inviata ai responsabili di ospedali, case di cura, Asl e Comuni di tutta la Regione è stata infatti firmata venerdì scorso, con l'arrivo del primo caldo».
Per tutto questo la Regione al momento non mette a disposizione dei finanziamenti straordinari perché, secondo Cè, è possibile gestire la situazione. Se ci saranno però «delle necessità peculiari - ha dichiarato - l'assessorato se ne farà carico. Ma devono essere i direttori delle Aziende ospedaliere a segnalarcele».

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