La Regione: «Scavalcati e traditi dal governo»

Il 5 febbraio a Genova arriva il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, ma anche quella non sarà l’occasione per capirci qualcosa, nel pasticciaccio brutto che il governo ha messo su in quattro e quattr’otto sul Terzo Valico. Perché «in questo governo di alta velocità parlano tutti i ministri, Economia, Infrastrutture, Trasporti, Ambiente, e ognuno dice la sua, che però è diversa da quella dell’altro» lamenta Luigi merlo l’assessore regionale alle Infrastrutture, Margherita. Il tutto mentre è in primis con la Regione, che il governo dovrebbe parlare, «perché trattasi di materia concorrente, e quindi non può esistere che il governo decida in autonomia senza consultarci» rincara Claudio Burlando il presidente della Regione, Ds. E insomma è già un caso politico, il decreto Bersani sulle liberalizzazioni che revoca al Cociv la concessione per fare i lavori introducendo l’obbligo di gare internazionali. Se Merlo chiede a gran voce che «adesso Romano Prodi faccia da interlocutore unico» e scandisce: «Pretendiamo che ci dicano se vogliono davvero fare l’opera e se sì (...)