La Regione si fa bella con l’ascensore di Biasotti

Roberta Gallo

Con l'ascensore di Biasotti la sinistra sale al potere in Regione. E si assicura la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche e amministrative. I diesse hanno già inaugurato l'impianto almeno tre volte, senza che il cantiere sia mai stato aperto. Spacciandolo per un finanziamento e un progetto loro. È datato 2003 tutto il carteggio che la Regione ha avuto con l'Ami (Azienda Mobilità e Infrastrutture di Genova), il Comune e gli abitanti della zona di Quezzi per la realizzazione dell'ascensore tra via Pinetti e via Fontanarossa. Piena giunta Biasotti che ha anche stanziato 245 mila euro per gli oneri di progettazione. Più tutti i finanziamenti previsti per i proprietari a cui verranno espropriati terreni, giardini di proprietà e condominiali, posti auto privati.
«È davvero una vergogna - tuona subito Giuseppe Murolo, consigliere comunale di Alleanza Nazionale - che in un quartiere, da sempre feudo rosso, gli esponenti dei partiti della sinistra imboniscano i loro elettori con proposte che arrivano dai loro avversari della destra. È facile - continua - farsi belli con i progetti degli altri. Sapendo benissimo che i cittadini non conoscono le delibere comunali e credono solo ai loro “idoli” politici».
Il progetto dell'ascensore rientra nel più ampio piano per lo studio della mobilità in tutta Quezzi. Partirebbe dal civico 66 di via Piero Pinetti per arrivare al tornante che precede piazza Santa Maria di Quezzi. In questo modo si prevede anche uno spostamento del capolinea dell'autobus 47 da largo Merlo alla piazzetta antistante la partenza dell'ascensore.
«Purtroppo in un solo mandato - continua Murolo - non è stata possibile la progettazione e la realizzazione. Così l'attuale giunta Burlando, senza dare a Cesare quel che è di Cesare, si è impossessata dell'intero pacchetto e l'ha usato per avere sempre più voti».
«Graziano Mazzarello - aggiunge Murolo - ha già inaugurato almeno due volte un ascensore fantasma, senza ovviamente dire che i meriti dell'intera iniziativa non sono del suo partito. Ma che hanno solo avuto la fortuna di ereditarlo».
Lo stanziamento è sempre nelle casse regionali. E, nel progetto, è anche previsto lo smaltimento delle acque di drenaggio meteorico delle aree interessate, oltre a via Pinetti, anche di via Portazza. «Ma più che avvenimenti di facciata - aggiunge Murolo - dei vari tagli di nastro, a Quezzi non si muove niente. Gli abitanti aspettano. In prossimità di aprile i politici torneranno sul posto, ma di effettivo non si muove niente. Nonostante sia tutto pronto per partire».
«E in tutto questo - evidenzia Murolo - la destra è stata anche poco furba a non pubblicizzare le belle iniziative».
Alle urne, adesso, l'ardua sentenza.