La Regione si sveglia e presenta il piano contro il virus H1N1

(...) che ci preoccupa - spiega il vice presidente del Lazio Esterino Montino, che ieri ha presentato il piano regionale pandemico contro l’influenza A -. Il primo appello che rivolgo ai cittadini è quello di non intasare i pronto soccorso. Se il trend continuerà a essere questo, difficilmente riusciremo a governare il processo». Insomma, notizie tutt’altro che rassicuranti. Viene da chiedersi allora cosa abbia fatto la Regione di concreto fino a oggi? Poco, troppo poco. Lo «scandalo Marrazzo», probabilmente, ha distratto i vertici della Pisana che invece di recitare il «mea culpa», ora giocano allo scarica barile e puntano il dito contro il ministero della Salute. «In tutta Italia sono stati distribuiti finora alle regioni 2 milioni e mezzo di vaccini: un dato scarso e insufficiente - dice Montino -. Siamo di fronte a un ritardo. Nelle prossime settimane il problema subirà un’impennata. Se posso fare una battuta, mi viene da dire che la pandemia è più veloce del Ministero della Salute. Per questo auspico che le dosi previste arrivino entro i prossimi 15 giorni». «Quelle in nostro possesso sono 228mila - prosegue il vicepresidente - e non ci consentono ancora di coprire i soggetti della prima categoria a rischio, che è composta da 260mila persone. C’è poi una seconda categoria di persone in attesa. Mi auguro che si possa recuperare il tempo perduto dal Ministero».
Ai 500 studi già attivi nel Lazio per contrarre l’influenza H1N1, da ieri se ne sono aggiunti altri 300, in base a un accordo sottoscritto tra Regione e associazioni dei medici di famiglia e pediatri: potranno effettuare una prima diagnosi ai pazienti o somministrare il vaccino. «Questo accordo ci consente di avere tutto il territorio regionale sotto controllo, grazie alla presenza di specialisti anche nei comuni più piccoli», spiega Montino. Per avere risposte sui sintomi, sulle modalità di contagio e sui luoghi dove recarsi per effettuare le vaccinazioni è stato attivato anche il numero verde 800 118 800, attivo tutti giorni della settimana dalle 8 alle 20. Per notizie è possibile consultare inoltre la sezione «Informazioni sull’influenza A» che si trova sull’homepage del sito regionale www.regione.lazio.it.
È stato poi predisposto un percorso diagnostico per i medici generici e per i pediatri, per individuare le complicanze ed evitare il ricorso inappropriato all’ospedale. Il centro di riferimento per tutte le Asl impegnate nella gestione della pandemia resta lo Spallanzani, che offrirà supporto e consulenza. Nei pronto soccorso, invece, sarà inserita una nuova figura, quella del «facilitatore», che avrà il compito di gestire i problemi legati alla disponibilità dei posti letto.
Entro la fine dell’anno saranno un milione le persone da vaccinare, mentre per un altro milione e 300mila si provvederà nel corso del 2010, mettendo nel frattempo tutto il sistema ospedaliero in grado di far fronte all’emergenza. Un’emergenza tutt’altro che trascurabile. Laziosanità, infatti, stima che i casi di contagio saranno cinquecentomila nel nostro territorio. Seimila saranno i pazienti che dovranno essere ricoverati in ospedale e una percentuale tra il 13 per cento e il 25 per cento verrà sottoposto a terapia intensiva. La percentuale di probabilità di essere colpiti, poi, è doppia nei minorenni rispetto alle altre fasce della popolazione.