La Regione si trova un tesoretto da 30 milioni

C’è da segnarsi la data di ieri. E più che altro la frase del presidente Claudio Burlando: «La Liguria ha il suo tesoretto». Come minimo 30 milioni di euro, al netto dei soldi necessari alla Sanità. Data e frase da appuntarsi per quando torneranno le litanie sui soldi che non ci sono, sui bilanci che piangono, sulle tasse che restano o che aumentano. L’annuncio arriva insieme a quello dell’avvio della cartolarizzazione dei beni delle Asl, cioè la vendita dei pezzi buoni, qualcosa come 390 cespiti, 137 unità immobiliari, 17 immobili, 5 complessi, 231 appezzamenti di terreno. Totale 134mila metri quadri di immobili e 2,6 milioni di terreni sparsi su tutta la regione. Un patrimonio che la Regione venderà entro marzo. È già arrivata una prima offerta con cauzione del 10 per cento. Una società ha offerto 160 milioni per prendersi tutto. Il 3 gennaio aprirà il bando di gara pubblica. Se ci sarà un’offerta molto migliore delle altre otterrà subito il lotto, altrimenti ci sarà un’asta pubblica per l’assegnazione al miglior offerente. I 160 milioni, comunque, sono la base d’asta, il minimo garantito già praticamente in tasca della Regione. Di questi, 120 milioni serviranno alla Sanità, 10 per coprire spese e interessi passivi, e ne resteranno 30 non previsti.
«Nessun assessore ha rivendicato il tesoretto - precisa Burlando alla domanda sul possibile impiego di questi soldi per alleggerire la stangata fiscale imposta proprio dalla sua amministrazione -. Vedremo cosa farne quando sapremo quanto sarà l’importo». Ma a proposito della Finanziaria 2008 fa già sapere che sarà tutta mirata all’aiuto delle fasce deboli e, parlando di riduzione fiscale, annuncia nuovi sconti sull’Irpef, dimenticando il resto degli aumenti (la maggior parte del gettito) imposti due anni fa a tutti i cittadini, poveri e poverissimi compresi, ad esempio alzando bollo auto e benzina.
Ma nella riunione di giunta di fine anno la Regione ha deciso altre linee di intervento nel settore dei trasporti e delle infrastrutture. Ad esempio, per evitare la solita paralisi che si verifica ad ogni blocco del porto - per vento, scioperi o incidenti che siano - l’assessore Luigi Merlo ha incontrato il collega piemontese decidendo di individuare aree di sosta per i Tir diretti in porto. Aree attrezzate con sistemi di prenotazione telematica di ordine di accesso al porto una volta sbloccata la situazione. In questo modo non sarà più necessario per i camionisti incolonnarsi comunque ai varchi per ottenere la priorità di imbarco. Anche un sistema di sms e comunicazioni via radio o gps permetterà di evitare lunghi incolonnamenti in città.
Sempre dal porto arriva una novità in campo ecologico. L’assessore Franco Zunino siglerà un protocollo d’intesa con Enel che prevede la possibilità di fornire energia elettrica in banchina alla navi ormeggiate. In questo modo non sarà più necessario tenere accesi i motori per produrre energia per le operazioni di imbarco e sbarco, molto dispendiose soprattutto per le navi da crociera. Ancora parlando di porto, Burlando è tornato a sottolineare l’importanza di una possibile dismissione della centrale Enel prima del 2020. E la possibilità di usare spazi a Sampierdarena per i container. Due punti che, già espressi dall’assessore Merlo nel suo piano per il porto del futuro, avevano attirato gli strali di Tirreno Bianchi (i carbunin della Pietro Chiesa) e di Marta Vincenzi contraria al nuovo terminal. «Della centrale Enel ne parlavo io prima di Merlo - ha scherzato Burlando -. E usare gli spazi per i container non significa fare un nuovo terminal con nuovo cemento, che è la cosa contestata». Accanto a lui proprio Merlo, che se la rideva.