La Regione Sicilia assume: basta saper spostare un foglio

Prove d’esame-farsa per sanare la posizione di quasi 5mila precari
che da anni lavorano negli uffici della Regione

Sai fare una fotocopia? Bene. Sai farla, addirittura, fronte-retro? Ancora meglio. Oltre quattromila persone in servizio permanente effettivo da precari, da dieci, da quindici o, in molti casi da vent’anni, alla Regione Sicilia, attendono solo di essere messi alla prova. A dura prova. La prova della fotocopia, appunto, per conquistare, finalmente, il posto fisso.

È l’altra faccia dell’Italia, quella della semplicità eccessiva (si potrebbe anche definire della ridicola banalità) che esce, con il timbro dell’ufficialità dal dipartimento della Funzione pubblica dove, dalle mani dell’assessore Caterina Chinnici, i rappresentanti sindacali che si occupano e si preoccupano delle sorti dell’esercito di dipendenti a tempo determinato hanno ricevuto, pochi giorni fa, la tabella con le prove che saranno inserite nei test attitudinali per l’assunzione come dipendente di categoria A, quella che riguarda operai, portieri, autisti, commessi eccetera, e di categoria B, quella degli archivisti o dei custodi dei beni culturali. Un’opportunità che interessa complessivamente 4912 persone.

Ma entriamo nei particolari indicati nel programma d’esame. Rischiando il tutto per tutto gli aspiranti al posto fisso in categoria A dovranno superare, oltre al test della fotocopia (come si indica testualmente: «fare una fotocopia, ove possibile fronte-retro»), anche la non meno difficoltosa prova dell’ «apporre la data su un documento utilizzando il datario». Quindi si giocheranno la loro credibilità, dimostrando di saper «predisporre una busta, mettere un indirizzo e il timbro del mittente». Stremati per questo ulteriore ostacolo ecco che, subito dopo, i precari in attesa di giudizio, o meglio del posto fisso tanto agognato (e che cosa c’è di meglio, riconosciamolo di un posto fisso alla Regione autonoma Sicilia?) si dovranno impegnare allo spasimo per superare l'ultimo, decisivo scoglio: spedire un fax. Se vogliamo essere proprio precisi, nella tabella dei test si usa l'espressione: «fare un fax», il che può far presupporre che il fax, non solo venga spedito, ma anche compilato a cura del candidato, ma non vorremmo mettere un pulce nell’orecchio agli esaminatori e complicare con questa nostra considerazione, la vita ai candidati.

Il punto sul quale, invece, vorremmo attirare l’attenzione del lettore è che ai precari in attesa di promozione si chiederà solo ed esclusivamente di «fare un fax». Uno e uno soltanto. Non due tre, o magari cinquanta come può capitare di fare in un giorno in qualsiasi ufficio pubblico a qualsiasi latitudine del Globo terrestre. Un fax e uno soltanto basterà, finalmente, a spalancare le porte per l’ingresso nella categoria A. Perché, infatti, se si vuole o si è in grado di strafare, facendo più di un fax allora si può anche tentare la strada per venire assunti in categoria B ma questo lo vedremo fra qualche riga. Tornando invece alla categoria A, l’ultima, determinante prova è la cosiddetta «movimentazione documenti». Così come definita non sembrava troppo chiara e di conseguenza l’amministrazione ha spiegato, per iscritto, ai preoccupatissimi rappresentanti sindacali, che si tratterà di «aprire un faldone, estrarre un singolo fascicolo, richiudere il faldone mediante appositi nastri. Oppure aprire il faldone e sistemare i fascicoli in ordine alfabetico». Dopodiché, come se tutte le prove precedenti fossero state un gioco da lattanti, si dovrà «simulare la consegna manuale di un documento con apposito libro di raccomandata a libretto». Ma un minimo di pietà, signori esaminatori, suvvia. Con che coraggio si complica l’esistenza così alla gente?

«Posso ben comprendere che queste prove suscitino sorpresa e ironia – obietta garbatamente il dottor Giuseppe Amato, dirigente dell’assessorato regionale alla Funzione Pubblica – ma questo è esattamente ciò che si chiede e si può contrattualmente chiedere, secondo il mansionario, ai lavoratori di categoria A e di categoria B. E contrattualmente la Regione Siciliana si comporta esattamente come le altre regioni a statuto autonomo. Per intenderci non è che ci siamo inventati noi queste prove. Inoltre, questo va precisato, nel nostro caso di tratta solo di sanare, finalmente, una posizione di precarietà che, per molti dei nostri dipendenti, risale addirittura a quindici, venti anni fa. Quindi gran parte di queste persone, questi compiti li sta già svolgendo da anni, per questo non si tratta di un bando di concorso né di test attitudinali ma solo di verifiche delle loro capacità».

Puntuali e utili precisazioni, non v’è dubbio, ma l’ironia o la sorpresa resta lecita, se si va a spulciare tra le «verifiche» di idoneità che la Regione Siciliana chiederà ai precari che aspirano alla categoria B. Dovranno, come scrivevamo poc’anzi, «saper fare fax anche a più pagine e a numeri internazionali». Dimostrare di saper «protocollare mediante protocollo cartaceo o informatico lettere in entrata e in uscita», nonché di essere capaci «di archiviare documenti mediante l’uso di strumenti informatici o mediante compilazione di schedario». Per concludere con un «esame di videoscrittura o di uso del foglio elettronico» e con la «predisposizione di un modulo per raccomandata». Le «verifiche attitudinali» potranno tenersi fra il 4 ottobre e il 5 novembre: sarà l’assessore Chinnici a decidere quando. Ma, visto che già 4722 sui 4912 potenziali candidati hanno presentato domanda, le prove potrebbero venire anticipate a fine settembre. E meno male, altrimenti sai che spreco di carta a furia di allenarsi a fare fotocopie.