La Regione Sicilia fa assumere 150 giornalisti

La norma presentata da due deputati di Forza Italia e Margherita

Giuseppe Salvaggiulo

da Milano

«La Regione vuol diventare il più grande editore della Sicilia: quale giornale, da queste parti, ha mai assunto 150 giornalisti?». La battuta circola tra i cronisti palermitani e prelude alla sanatoria di 150 (ma alcune stime arrivano a 200) portavoce e addetti stampa di sindaci, assessori, consorzi, fiere, parchi e ogni altra istituzione partorita dall’ipertrofia burocratica siciliana. Assunti dai rispettivi enti in ossequio a una legge regionale.
Un’infornata di giornalisti incubata per quindici anni. A tanto risale la vertenza sui giornalisti-precari nelle pubbliche amministrazioni dell’isola. Gente che passa un anno a scrivere comunicati per un assessore, poi cambia l’assessore e capita di andare a casa. Portaborse-portavoce-addetti stampa in cerca di sistemazione, ma anche professionisti illusi con sequele di contratti di collaborazione mai tramutatisi in posto fisso. Il sindacato dei giornalisti ne ha censiti circa 150 («Ma tanti non hanno risposto al questionario») su 500/600 giornalisti professionisti siciliani. Poi ci sono anche 90 disoccupati (avevano un lavoro, l’hanno perso), 60 inoccupati (non l’hanno mai avuto) e un imprecisato numero di abusivi (in nero).
Questa la situazione. Che fare? Dopo anni di chiacchiere (e una sanatoria del 2002 mai attuata), per i precari sembra arrivata la volta buona. E se ancora non possono festeggiare l’agognata assunzione, è solo per un paradossale conflitto tra le diverse ipotesi di sanatoria.
Il sindacato si è messo d’impegno per risolvere la questione, ha stilato un protocollo d’intesa con i Comuni, ne prepara uno analogo con le Province, apre un tavolo di trattativa con la Regione: tutti devono assumere gli addetti stampa, «sottraendoli alla logica dello spoils system». Corollario: i precari saranno stabilizzati secondo il principio della «conferma delle funzioni». Hai fatto per un anno l’addetto stampa al Comune di Caltanissetta? Hai il diritto di farlo a vita. E così via.
Malumori tra i «pasdaran dei concorsi» (definizione in uso tra i sindacalisti): così si garantisce un contratto a tempo indeterminato ai portaborse dei politici, elevandoli inopinatamente a rango di giornalisti, a scapito dei professionisti veri. Ma sono perplessità minoritarie.
Mentre la trattativa procede, lunedì scorso due deputati dell’Assemblea regionale (Salvo Fleres, vicepresidente di Forza Italia, e Giovanni Barbagallo, capogruppo della Margherita) scavalcano tutti e presentano una norma che dovrebbe risolvere il problema in un colpo solo. Si tratta di un emendamento alla legge omnibus (la legge pre-ferie, in cui c’è di tutto e di più) che garantisce l’assunzione a chi abbia alle spalle, negli ultimi 24 mesi, un anno di attività come addetto stampa di Regione, Province, Comuni sopra i 30mila abitanti ed enti regionali. Tutti con contratto di caposervizio, status più alto e più remunerato di quello di redattore (ma questo in Sicilia non suona strano, se si pensa che per legge tutti gli addetti stampa del presidente regionale sono assunti come capiredattori).
Il sindacato (non consultato) insorge e grida allo scandalo: «Così si getta a mare il precariato storico». Cioè: i requisiti per l’assunzione sono troppo stretti, bisogna allargarli a chi aveva maturato un anno di attività già nel 2000. Tutti dentro, niente figli e figliastri. Si denuncia l’incostituzionalità della norma per violazione del principio di uguaglianza, mentre il coordinamento precari insorge a sua volta contro il sindacato. Un putiferio che nasconde le divisioni all’interno di sindacato e ordine dei giornalisti. Ma queste sono questioni interne.
Il risultato è che l’Assemblea s’impantana sulla legge omnibus (manca la copertura finanziaria) e rimanda la norma a settembre, quando ci saranno i soldi. Il sindacato canta vittoria e confida di chiudere la sua trattativa con la giunta e firmare la sanatoria prima che l’Assemblea voti quella norma.
È una corsa contro il tempo: chi arriverà prima e potrà fregiarsi dela benemerita assunzione dei 150 giornalisti ex precari della Sicilia?
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it