La Regione snobba la vita dei tassisti

Tre anni di attesa, che «Alessandro Montessoro lo hanno ammazzato il 23 giugno del 2004», ma «nonostante l’autorevole intervento del prefetto» non è successo niente. Anzi, è successo che i tassisti continuano a rischiare la vita ogni settimana, e che la Regione ha destinato i soldi che avrebbe potuto spendere per la loro sicurezza ad altro, là dove altro significa, fra l’altro, la casa dei mugugni, tanto per citare un fallimento costato 21.400 euro, e poi convegni, studi, più innumerevoli progetti di città sicura: Savona sicura, 100mila euro, Chiavari sicura, 99.280, Sori sicura, 99.855, Fontanabuona sicura, 8mila, Albenga invece è solidale, con 21.500 euro.
E insomma c’era una volta una legge, la 28 del 2004 voluta dalla giunta di Sandro Biasotti e firmata da prefetto, associazioni, enti locali, che stanziava 6 milioni di euro, 3 per il 2004, 3 per il 2005, per cofinanziare progetti di sicurezza. Fra gli altri e su tutti gli altri, quello che avrebbe dovuto aiutare i tassisti a sostenere le spese per l’installazione del sistema satellitare Gps sulle auto, una spesa totale di 600-700mila euro. «È un sistema tanto semplice quanto efficace, ormai lo usa persino chi va per funghi - spiega Biasotti -. Consentirebbe alla centrale del radiotaxi di conoscere in ogni momento, con un aggiornamento ogni sei secondi, la posizione e gli spostamenti delle auto, evitando molte situazioni a rischio». Il tutto, certo, sarebbe ancora più utile, avvertono i tassisti, se nelle zone a rischio, dalle stazioni ferroviarie al centro storico, ci fosse un maggior numero di telecamere, altra strumentazione di biasottiana proposta attivata poco e male. Fatto sta che «al momento di stanziare i soldi dela legge 28 la giunta regionale era cambiata, e quella di Claudio Burlando ha dato la priorità ad altri progetti» hanno protestato ieri in consiglio regionale due allibiti Valerio Giacopinelli del coordinamento taxi italiani e Attilio Dondero dell’Unione taxi italiani.
Ieri è stato l’assessore alla Sanità Claudio Montaldo a rispondere a due inviperiti Biasotti e Gianni Plinio il capogruppo di An che chiedevano di conoscere «le intenzioni della giunta in merito all’opportunità di destinare parte dei fondi per l’installazione del sistema di videosorveglianza satellitare come da tempo richiesto dalla categoria dei tassisti»: «Abbiamo fatto un bando, ma le due proposte sulla sicurezza dei tassisti, per quanto siano state giudicate idonee, sono rimaste escluse dai finanziamenti, perché sono finite a un certo punto della graduatoria». Il settantacinquesimo, per la precisione, su un totale di 108 proposte presentate e 51 finanziate. Al primo punto c’è un progetto di Camporosso: «Educazione alla legalità e alla convivenza democratica», 45mila euro. Seguono varie ed eventuali. Fra gli altri: 100mila euro per il Ghetto di Genova, 74.623 per il quartiere umbertino alla Spezia, 37.200 per riconoscere ed evitare le truffe a Levanto, 100mila per il pronto soccorso sociale di Genova, 99.156 per «l’educazione alla convivenza civile e alla legalità: i diritti e i doveri dei giovani cittadini, studenti delle scuole medie inferiori della città e della provincia di genova e degli adulti», 75mila per la sicurezza e la terza età, 99mila per la «vallata partecipata», 99.500 per i percorsi sicuri da casa a scuola, 25mila per la «presa a cuore», 56.550 per l’educazione alla legalità delle valli Stura e Orba, e insomma «diteci voi se queste sono priorità più prioritarie delle nostre, che ogni settimana c’è un tassista che viene derubato oppure picchiato se non accoltellato, l’ultimo accoltellamento è del 14 dicembre scorso» lamentano Giacopinelli e Dondero.
Montaldo ha spiegato un po’ imbarazzato che sì, è vero, se non si è riusciti fino a qui a dare la precedenza al Gps bisognerà vincolare una parte dei fondi e destinarli ai taxi. Quanti e quando non si sa.