La Regione è solidale solo con i Paesi in via di sviluppo

Abbiamo appreso con grande entusiasmo che il 30 di marzo si chiuderanno i termini previsti per partecipare ai due Bandi predisposti dalla Regione Liguria «Per stare vicini a chi ha bisogno di aiuto» - recita l'avviso.
Lo stanziamento totale previsto e di Euro 435 mila. Non poco per stare vicino a chi ha bisogno di aiuto! Ma chi deve essere aiutato dal Governo Ligure con questi bandi?
È presto detto, infatti questi finanziamenti sono finalizzati a progetti di cooperazione per i Paesi in via di sviluppo e all'educazione alla mondialità e alla pace, previsti ai sensi della legge regionale n.28/98.
In parole semplici finanziamenti destinati ad Enti Locali, ONG ed Associazioni senza fini di lucro, che presenteranno entro i termini stabiliti, progetti di Cooperazione e progetti di educazione alla mondialità ed alla pace a favore dei Paesi in via di sviluppo.
Tanto di cappello per queste iniziative, che sono regolamentate da leggi Comunitarie, Nazionali e Regionali, però! In questi momenti così difficili viene da dire «però!»
Non possiamo certo negare che, La Regione Liguria, in questi ultimi tempi non abbia attuato misure per fronteggiare la grave emergenza economico-finanziara che sta attraversando, con aiuti alle piccole e medie imprese artigiane, commerciali etc. e misure per aiutare i cittadini liguri con più difficoltà: con politiche per la casa, sgravi fiscali e via discorrendo.
Ma con una attenta analisi, dei bandi predisposti per accedere ai finanziamenti pubblici in generale, ed esaminando appunto la normativa per accedere ai fondi che, la Regione ha messo a disposizione per la Cooperazione allo Sviluppo, possiamo notare ad esempio, la differenza delle modalità di presentazione della documentazione richiesta, sicuramente meno complesse, inoltre non viene richiesto alcun documento di regolarità contributiva (DURC), i progetti vengono finanziati in due tranche, e sono a fondo perduto, l' 80% del contributo viene erogato immediatamente dopo l'approvazione del progetto e il 20% quale saldo su presentazione di:
- relazione finale dell'attività svolta, corredata da eventuale documentazione fotografica (visto che sono progetti che si dovrebbero realizzare all'estero);
- rendicontazione finanziaria, sulla base del prospetto riepilogativo entrate/spese;
- dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, comprensivo di dichiarazione di congruità del progetto finale da parte del legale rappresentante.
Inoltre non si fa alcun cenno agli accertamenti che gli uffici regionali dovrebbero eseguire in loco per verificare se il progetto è stato effettivamente realizzato. Un atto di fiducia! Fondi assegnati quasi sulla parola? Lasciamo ai lettori liguri il commento conclusivo.