La Regione spende persino quando vende

(...) che prevede «modifiche alle leggi regionali recanti disposizioni relative alla Centrale regionale di acquisto». E queste modifiche intendono fare in modo che il carrozzone si occupi solo del servizio sanitario regionale. Insomma, togliendo dal carrello della spesa il bianchetto per gli uffici della presidenza, è previsto l’abbattimento della mole di lavoro e l’inizio del funzionamento della «centrale», contestualmente alla cessazione immediata di quello che finora può essere solo definito uno spreco.
A inserirlo in questa categoria è il vice presidente del consiglio regionale Luigi Morgillo, che ieri sera ha aperto alla Spezia il convegno dedicato a «La sinistra degli sprechi», proprio illustrando la situazione della centrale per l’acquisto voluta dalla giunta Burlando. Un incontro, quello moderato dal caporedattore del Giornale Massimiliano Lussana, che ha lasciato a bocca aperta i molti intervenuti pure pronti a immaginare la varietà degli sprechi da parte delle amministrazioni di sinistra.
La pubblicità elettorale
Uno dei cavallo di battaglia del centrodestra e di Morgillo in particolare è anche l’abitudine di Claudio Burlando di fare propaganda pre-elettorale con i soldi della Regione. La campagna «In ascolto» che ha iniziato a coinvolgere tutti i Comuni liguri da quando si è avvicinata la data del ritorno alle urne, è stata interamente finanziata con soldi pubblici in quanto considerata «comunicazione istituzionale».
La vendita degli immobili
Anche quando vende per incassare, la Regione riesce a rimetterci un po’. È il caso della cartolarizzazione dei beni Asl, cioè la cessione di strutture non più utili. Pur avendo ottenuto dalla vendita una somma notevole, anche superiore alla stima iniziale, la delibera mette a bilancio 9 milioni e 793mila euro di «totale costi al netto dei ricavi». Spese di preparazione della pratica, di contatti con agenzie che si occupano di compravendita, ci interessi con banche. «Vuol dire che hanno dato in giro tutti quei milioni per consulenze e contratti vari», chiosa Morgillo.
L’eurospreco
Poco più di un anno fa, il 31 gennaio 2008, la Regione inaugura a Bruxelles la sede dell’«Euroregione Alpi Mediterraneo». Una decisione che non viene neppure sottoposta al consiglio ma la successiva legge regionale che la prevede è immediatamente impugnata dal governo per la violazione della «leale collaborazione tra Stato e Regioni». Nel frattempo, fa notare ancora Morgillo, erano già stati spesi 50mila euro per un progetto abortito.
Gli uffici del direttore
Si accennava ai costi della Sanità che sarebbero stati messi sotto controllo. Ma alla Spezia resiste un monumento allo spreco. Nel 2006 il direttore della Asl 5 ordina di spostare dalla sede di via XXIV Maggio all’ospedale Sant’Andrea gli uffici della direzione, ovviamente rimessi a nuovo. Arrivano arredi fiammanti per la sala riunione, i corridoi. Viene addirittura realizzato un ascensore dedicato. Nessuno lo ha mai utilizzato. Il costo totale dei lavori è pari a 300mila euro. «Già adesso, dopo tre anni, quegli uffici verranno abbandonati - incalza Morgillo - perché la direzione generale vuole ri-trasferirsi in via Fazio».
La beffa del Felettino
L’ospedale spezzino doveva essere sopraelevato di un piano. I lavori si sono arenati, l’esterno è apparentemente perfetto, ma l’interno è uno scheletro vuoto e abbandonato. I milioni di euro spesi finora non serviranno mai a qualcosa, perché con il nuovo piano di riordino degli ospedali, quell’edificio verrà abbattuto per costruire il nuovo Felettino. Senza contare che proprio grazie a questa «scusa» del Felettino, la Regione sta organizzando la creazione di una nuova società di servizi interna alla Filse per procedere con le gare d’appalto.
Piantiamola lì
La serata spezzina di Morgillo prosegue con nuove foto e le ultime «magie» degli amministratori. Per restare nella sanità e nella tradizione burlandiana secondo cui l’importante è inaugurare, arriva il caso dell’ospedale di Sarzana. Per il taglio del nastro vengono acquistate piante ornamentali per 149 milioni di lire più Iva. «Finita l’inaugurazione però - conclude il consigliere del Pdl - di quelle piante non esiste più traccia alcuna all’interno dell’ospedale appena inaugurato».
Una sola precisazione: nulla di quanto sopra riportato fa parte del voluminoso carico della «carovana degli sprechi» che altri consiglieri regionali stanno portando in giro per la Liguria. Quelli sono altri.