«La Regione spieghi perché le coop pagarono la sinistra»

L’opposizione chiede di sapere se chi ha finanziato la campagna elettorale di Burlando e Costa sia stato in qualche modo «premiato»

(...) a quattro candidati per la corsa alle regionali, pur se i soldi sono stati versati il 5 luglio 2005, a rimborso delle spese sostenute. I beneficiari? Gli uomini forti della nuova maggioranza. Il presidente Claudio Burlando, il suo vice Massimiliano Costa, l’assessore all’Industria Renzo Guccinelli e il consigliere Ezio Chiesa, leader dei Ds nel Tigullio. In sostanza, una rosa tutta targata Ds con l’eccezione del petalo di Margherita rappresentato da Costa. Ma soprattutto, un gruppo di uomini di spicco, con i cordoni della borsa in mano.
Proprio questo strano sostegno, ben mirato, ha fatto arricciare il naso ai consiglieri di opposizione in Regione. Che puntano subito a capire perché una società della galassia Coop che non ha sede in Liguria, abbia garantito così tanti finanziamenti dopo la battaglia per le regionali. Gianni Plinio, capogruppo di An, è pronto a scaricare il carbone sulla scrivania di Burlando, senza fare sconti per il passaggio ritardato della Befana. «Deve spiegare, lui come gli altri, come sono esattamente i rapporti con questa società e deve giustificare il motivo di questi finanziamenti - attacca Plinio -. Per carità, è tutto a norma di legge, sono tutti pagamenti registrati e perfettamente leciti, ma arrivano proprio mentre il leader dell’Unione, Romano Prodi, ripete di voler mettere paletti precisi tra politica ed economia. In attesa che Burlando e compagni facciano una comunicazione in consiglio, mi piace sottolineare che le Coop dimostrano di avere amici molti potenti anche in via Fieschi».
I contributi di Manutencoop fanno pendere decisamente l’ago della bilancia a favore del centro sinistra ligure in fatto di erogazioni, visto che, ad esempio, c’è stato chi si è mantenuto prudentemente bipartisan, come nel caso della società Rimorchiatori Riuniti che ha staccato un assegno da 30.000 euro tanto a Burlando quanto al suo rivale Biasotti. Il problema però, secondo l’opposizione, è quello di capire se per questi finanziamenti è arrivato o arriverà qualcosa in cambio. «Presenterò un’interpellanza urgente per capire quali rapporti di lavoro o collaborazione ha la Regione Liguria con questa società della Lega Coop - incalza il consigliere Matteo Rosso di Forza Italia -. Chiederò di sapere se Manutencoop ha ottenuto nuovi contratti con la Regione dopo le elezioni. In caso di riscontro positivo sarei il primo a presentare una denuncia alla magistratura, certe cose non le posso accettare. E d’ora in poi controlleremo qualsiasi nuovo rapporto di collaborazione con certi soggetti».
Sempre tra le fila di Forza Italia c’è chi invece non si scompone. È Alberto Gagliardi, sottosegretario agli Affari regionali, che da sempre e per primo va denunciando lo strapotere delle coop in Liguria e l’esistenza di un legame troppo stretto con i Ds. Una campagna che molte volte lo ha visto finire alla berlina per mano di chi lo accusava di essere «noioso e ripetitivo». Lui, finanziamenti alla mano, ora si prende la rivincita e non vuole affondare. Ma non rinuncia a una battuta graffiante. «Dando una scorsa alle cifre versate dalle varie cooperative ai candidati per le regionali - tira la stoccata - Vedo che per Vasco Errani (Emilia Romagna) hanno offerto oltre 72mila euro, per Mercedes Bresso (Piemonte) e Piero Marrazzo (Lazio) 40mila ciascuno. I 5mila di Burlando danno la misura di quanto conti lui e quindi la Liguria per i Ds».