Regione, superconsulenza all’ex società dell’assessore

Paola Setti

All’inizio della legislatura quel malfidato di Gianni Plinio il capogruppo di An lo aveva detto: l’assessore Giancarlo Cassini è in conflitto di interessi, perché ha la delega al settore florovivaistico ed è anche presidente dell’Ucflor di Sanremo. Gli aveva risposto il presidente Claudio Burlando: l’assessore è stato scelto proprio per le sue competenze. Ma Plinio aveva annunciato minaccioso che avrebbe vigilato affinché non ci fossero favoritismi per l’Unione cooperativa floricoltori della riviera. Sei mesi dopo, i soldi la giunta regionale li ha dati, ai gestori del mercato dei fiori di Sanremo: 97mila euro, mica spiccioli, per una consulenza, una di quelle che tutti dicono a gran voce di voler tagliare ma che poi sul più bello sono inevitabili.
Cassini, è vero, il suo incarico lo ha lasciato, dell’Ucflor non è più presidente dal maggio scorso. E alle critiche ieri ha risposto che «analogo incarico a Ucflor lo aveva dato anche la giunta precedente» anche se «per problemi di sovraffollamento di pratiche nella riunione di giunta di fine 2004 non venne poi formalmente approvato». Solo che, pignoli fino in fondo, gli esponenti dell’opposizione, pignolo fra i pignoli Luigi Morgillo il capogruppo di Forza Italia, hanno deciso di vederci chiaro lo stesso.
Perché, tant’è, quella delibera, la numero 943 del 5 agosto scorso, suona male. Tanto per dire, trattasi di fondi messi a disposizione dalla Comunità europea per il piano di sviluppo rurale. «Per assegnarli a un privato come Ucflor, la Regione avrebbe dovuto indire un bando, che non ha indetto, oppure scrivere nella delibera le motivazioni straordinarie per cui si sceglieva Ucflor, che invece non sono indicate» spiega Morgillo. Secondo il quale, quantomeno, la Regione avrebbe potuto fare un’indagine di mercato per scoprire se vi fossero altri soggetti in grado di fornire le stesse prestazioni a un costo meno elevato. E poi c’è la motivazione dell’incarico a Ucflor: un’indagine sulle produzioni florovivaistiche in Liguria nell’ambito del programma «Realizzazione del centro regionale servizi per la floricoltura». Tradotto: un censimento delle aziende del settore. La domanda è: non ci si sarebbe potuti rivolgere, che so, alle Camere di Commercio liguri, o agli uffici della Regione? Morgillo la rivolge alla giunta in un’interpellanza: «Davvero non esistono fra via Fieschi e piazza De Ferrari professionalità che possano adempiere al compito affidato a Ucflor? Quali ricerche sono state espletate per trovare altri soggetti pubblici o privati?». Infine la «questione morale». Chiede il capogruppo di Forza Italia se «sull’affidamento dell’incarico non abbia influito il fatto che presidente e animatore di Ucflor sia stato l’assessore all’Agricoltura attualmente in carica».
Oggi Morgillo tornerà alla carica con una sorta di «bilancio ombra», risposta a quello messo a punto dall’assessore Giovanni Battista Pittaluga per coprire il disavanzo di 200 milioni di euro della Sanità. La manovra è stata più volte paventata ma mai messa ai voti in consiglio regionale. «Dopo tanti minacciosi annunci sarebbe forse il caso che la giunta passasse dalle parole ai fatti» è l’invito del capogruppo di Forza Italia. Anche perché è ormai certo che la Regione si prepara a ritoccare alcune delle addizionali su Ire, Irap, combustibili e bollo auto: interventi fiscali per circa 100 milioni. che dovrebbero pesare per circa 142 euro sulle famiglie liguri. «La necessità di questa manovra è evidente - spiega Burlando -. Il disavanzo finanziario deve essere coperto senza altre proroghe perché fino a oggi abbiamo sopperito ai deficit delle Asl con le disponibilità di cassa, che ora si stanno esaurendo. Abbiamo benzina ancora per i primi sei mesi del 2006, poi, senza interventi, la sanità ligure si fermerà». Chissà, 97mila euro avrebbero forse fatto comodo.