Regione, «tagli» finti e sprechi veri

Altro che tagli agli sprechi e ai costi della politica! «In Regione - tuona Gianni Plinio, capogruppo di An - le spese trottano, anzi galoppano. Soprattutto quelle di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno. E tutto ciò dopo che la giunta di centrosinistra ha sbandierato ai quattro venti che avrebbe drasticamente ridimensionato le uscite». La censura viene portata direttamente in aula da Plinio, che si è preso la briga di spulciare ad una ad una le voci del bilancio consuntivo 2007 e previsionale 2008, e ne ha tratto pessime considerazioni sulla capacità di risparmio della giunta al governo della Regione. Per questo, il capogruppo di An spara a zero, con tanto di cifre e dati inconfutabili: «Già in occasione della presentazione del bilancio 2007 - attacca Plinio - era stata fatta una proposta di riduzione dei costi della politica. Peccato che, a conti fatti, sia avvenuto semplicemente il contrario». Tanto per dire: il costo complessivo per consulenze e incarichi esterni affidati a enti strumentali della Regione (Datasiel, Filse, Ersu, Aptl e Arte) è stato di 3 milioni e 144mila euro, mentre la spesa per incarichi di consulenza conferiti a vario titolo dalle varie Asl e aziende ospedaliere ha toccato i 5 milioni di euro, senza contare che nei primi sei mesi del 2007 la spesa per auto blu di rappresentanza in uso alla giunta è stata di oltre 90mila euro e le consulenze assegnate a pioggia hanno richiesto un esborso di 760mila euro.
«Che dire poi - insiste Plinio - delle spese di rappresentanza di Burlando e assessori, che ammontano a 168mila euro, e del costo delle trasferte in Italia e all’estero di assessori e dipendenti che è andata oltre i 2 milioni e 385mila euro?». E la previsione per il 2008 viaggia ancora più in alto, comprendendo, fra l’altro, «300mila euro per l’affermazione dei valori della Resistenza, e 2 milioni e 300mila euro per pubbliche relazioni e iniziative divulgative». Insomma, di fronte a queste cifre, non c’è altro da fare che «procedere a un taglio del 50 per cento di tutta una serie di spese per le attività di governo. Se la proposta venisse accolta - conclude Plinio - sarebbe possibile risparmiare, soltanto a proposito di queste poche e non strettamente necessarie previsioni di spesa, una somma di 2 milioni e 212mila euro da ridestinare a esigenze e bisogni più essenziali dei ceti più deboli della nostra comunità». Burlando ha già detto no. Forse perché i «ceti più deboli» e più (giustamente) incavolati della comunità gli hanno già voltato le spalle.