La Regione taglia anche le feste a scuola

Diego Pistacchi

Meno male che non ha rivinto Biasotti. E che ora la giunta Burlando sta cancellando ogni traccia del recente passato. Era proprio tutto un disastro quello che si faceva prima dell’avvento del centrosinistra. La vecchia giunta aveva persino deciso di istituire una giornata di festa per celebrare la scoperta dell’America, il 12 ottobre. E il vice presidente Gianni Plinio si era tanto prodigato da far inserire la data addirittura nel calendario delle scuole liguri come una festa da poter far celebrare agli alunni con una giornata di riposo.
Ora che in piazza De Ferrari siede il vice presidente Massimiliano Costa un bel po’ di cose tornano a posto. Per decidere sui grandi temi strategici della Regione c’è tempo. Ma intanto un’altra decisione importantissima è già stata presa: il 12 ottobre non sarà più festa nelle scuole. Cristoforo Colombo addio. Tutt’al più, se proprio i prof vorranno, potranno «ovviamente celebrare la giornata a livello scolastico». Cioè un discorsetto tra una lezione e l’altra e via. Che alla sinistra Colombo non sia molto simpatico è dovuto al fatto che andando a scoprire una terra nuova, si era comportato da «affamatore» e «sterminatore» di indigeni, gettando di fatto le basi per la creazione di quella macchina sforna-multinazionali che sarebbero poi diventati gli Stati Uniti d’America.
Ma Massimiliano Costa se ne guarda bene dal fare un discorso di questo tipo. La causa della soppressione della festività scolastica è un’altra. «Far coincidere la giornata nazionale di Cristoforo Colombo con la chiusura delle scuole della Liguria - spiega Costa il grave errore di chi lo ha preceduto - avrebbe riproposto le problematiche e le disfunzioni organizzative fra istituti, corpo docente e studenti già emerse lo scorso anno. Problemi dovuti al fatto che i docenti sarebbero comunque obbligati a essere presenti a scuola anche in assenza degli studenti». Questo perché la festa di Colombo sarebbe una di quelle che ogni istituto è libero di rispettare oppure no, potendo distribuire un certo numero di giornate di festa come meglio crede sul calendario. Un po’ come le settimane bianche, ad esempio. Feste non obbligatorie, che pure prevedono la possibilità per gli studenti che non vogliono andare a sciare di entrare regolarmente in classe, costringendo gli insegnanti a non restare a casa. Lo dice lo stesso comunicato della Regione, che indica in quattro il numero delle giornate a disposizione di ogni scuola. Eppure, chissà perché l’unica che può creare problemi è la festa di Colombo.
Il nuovo calendario scolastico appena approvato dalla Regione Liguria, «santifica» naturalmente 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, Ognissanti e Immacolata. La prima campanella suonerà martedì 20 settembre, mentre il rompete le righe e tirate i gavettoni verrà dato il 10 giugno. Nove mesi scarsi, interrotti anche per Natale, concedendo agli studenti giusto il tempo di farsi una doccia prima di mettersi a tavola, visto che il primo giorno di vacanza sarà sabato 24 (l’ultimo il 7 gennaio). Seconda interruzione per Pasqua: lezioni sospese da giovedì 13 aprile al successivo martedì 18 compreso. Ma la colpa è di Plinio e di Cristoforo Colombo che poteva aspettare due mesi e mezzo per scoprire l’America, così non avrebbe creato i problemi brillantemente risolti da Costa.

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