La Regione «taglia», ma ci rimette 2 milioni

La Regione riduce le Comunità Montane e riesce a rimetterci oltre due milioni di euro. Una seduta di fuoco, quella di ieri mattina in consiglio regionale, con accuse reciproche tra maggioranza e opposizione, sospensioni di seduta, qualche insulto, un accenno di ostruzionismo e lotta di emendamenti sul singolo comune dentro o fuori della Comunità Montana. Ma non una parola sul vero nocciolo della questione: le casse della regione, con questa operazione, avranno un buco di oltre due milioni di euro.
Ma come? La Liguria taglia e anziché risparmiare ci rimette? Sì, perché con la legge che la maggioranza si è approvata ieri in perfetta solitudine (e con appena appena i 21 voti necessari) ha tagliato male. Basta un rapido conto per capire perché.
La Finanziaria 2008, l’ultima del governo Prodi, ha previsto la riduzione dei costi delle Comunità Montane per risparmiare sui costi della politica. E ha dettato le linee guida alle Regioni: un terzo in meno per il 2008, due terzi in meno entro il 2009. Per la Liguria, circa 3 milioni e 400mila euro in meno. Soldi che lo Stato non darà più alle Regioni. Ma la legge approvata ieri, all’ultimo momento utile, necessariamente non può più ridurre i costi del 2008. E portando da 19 a 12 le Comunità Montane (neppure a 11 come previsto dalla giunta Burlando, tantomeno alle 7 che sarebbero state richieste), riuscirà a risparmiare sì e no 1 milione e 800mila euro. Questo perché i tagli riguardano soprattutto i gettoni di presenza di presidenti e assessori delle 7 comunità soppresse: spiccioli. Il vero risparmio riguarderebbe le spese di personale (circa 200 assunti a tempo indeterminato più 30 a termine) che non vengono tagliate dalla legge. Gli impiegati verranno riassunti dalle Comunità che sopravviveranno o da altri enti locali, in ultima analisi dalla stessa Regione.
Quindi lo Stato darà alla Liguria circa 3 milioni e 400mila euro in meno, mentre la Liguria riuscirà a risparmiarne solo 1 milione e 800mila. Il milione e 600mila di differenza uscirà dalle casse di piazza De Ferrari. A questi si aggiungano gli «incentivi» previsti alle Comunità Montane e le spese «transitorie» già inserite nella legge appena approvata per gestire il passaggio (centomila euro sicuri, più altri previsti per «Spese di funzionamento delle Comunità Montane» e per «Investimenti a favore dell’economia rurale». Risultato: un bagno di sangue. La Regione riesce a sprecare soldi pubblici anche quando prova a risparmiare.