La Regione taglia i servizi e punta tutto sugli «spot»

La giunta Marrazzo ha aumentato di oltre due milioni e mezzo i fondi per la comunicazione istituzionale

E adesso, pubblicità. È scattata l’ora dello spot alla Regione Lazio: la giunta Marrazzo ha ritenuto necessario promuovere la propria immagine attraverso «campagne pubblicitarie e iniziative finalizzate a una maggiore e più puntuale informazione ai cittadini in materia di sanità, lavori pubblici, politiche sociali e interventi verso i giovani, già programmate con il piano di comunicazione per l’anno in corso». Ed ecco che per mettere in piedi l’operazione occorre «impegnare il massimo delle risorse finanziarie integrando i fondi disponibili». Locuzioni che servono a legittimare l’incremento di spesa. Ben 2.587.500 euro per rifarsi il maquillage. Neanche a dirlo l’incremento agisce su uno stanziamento annuo che è già cospicuo perché si attesta, così come è stabilito nella Legge finanziaria regionale 2007, sui 10.350.000 euro. Per cui l’incremento degli oltre 2,5 milioni di euro altro non è che il 25 per cento in più rispetto al monte risorse destinato a promozione, informazione e comunicazione. Esclusi gli stipendi del corposo ufficio stampa della presidenza che vanta ben 18 addetti. Senza contare gli assessorati. E stando così le cose ci si mette poco a spettegolare su quelli che sono solo proclami in bocca all’esecutivo regionale perché, quanto ai fatti, non v’è alcuna rispondenza nelle misure di risparmio. Solo tagli. A prendere la palla al balzo sul capitolo tagli ai servizi è il vicepresidente della commissione Sanità della Pisana, Stefano De Lillo (Fi), che si chiede «in che modo l’aumento della spesa per le attività promozionali e di comunicazione possa bastare alla giunta Marrazzo per far dimenticare ai cittadini i tagli alla sanità e l’aumento delle tasse: come si fa a spiegare ai cittadini che per i posti letto negli ospedali, per i farmaci, per gli infermieri i soldi sono diminuiti mentre, per manifesti e convegni che dicono il contrario sono aumentati? Né crediamo che spendere di più in promozione possa favorire il Lazio di fronte agli osservatori nazionali ed internazionali, come gli investitori esteri o le agenzie di rating, che fanno i conti con i numeri e non con le parole». Ed ecco che dopo l’accusa politica non può mancare il decalogo dello scontento. «È evidente che la giunta è sempre più isolata nel “Palazzo” in cui si è rinchiusa, ma la strategia di sostituire le notizie con gli annunci fa ormai acqua da tutte le parti e si sta trasformando in un boomerang - taglia corto l’azzurro -. Infatti giorno dopo giorno è sempre più ampio il distacco tra “Palazzo” da una parte e cittadini, lavoratori e imprese dall’altra». Eppure ci vuole poco a ricordarsi che la giunta Marrazzo non perde un colpo per parlare di contenimento e razionalizzazione della spesa tant’è che proprio due giorni fa Cgil, Cisl e Uil hanno richiamato questo concetto proprio al governatore Piero Marrazzo per impegnarsi di più sul risanamento dei conti. Solo di impegnarsi di più? Forse pure questa è una strategia di comunicazione. Chissà se i segretari della Triplice hanno preso sottogamba questo nuovo capitolo di spesa che andrà a gravare sull’erario a fronte dei tagli all’assistenza, alla mancata stabilizzazione dei precari e alla reinternalizzazione dei servizi.