Regione, tagliati i fondi agli oratori

Antonella Aldrighetti

Sarà una «questione di lifting» scegliere di investire risorse finanziarie per dare un po’ di lustro alla casa di vetro regionale: qualche mano di stucco e colore qua e là per rinnovare a dovere la facciata. Un’operazione tanto necessaria e quanto mai inderogabile visto che la giunta Marrazzo va a destinare un’altra «manciata» di euro (ben 200mila) per le attività di promozione, informazione, convegni e seminari, oltre a quelli già dirottati all’uopo (addirittura 800mila). Però è luogo comune che, quando ci si incomincia a fare belli, i soldi non bastano mai. Un motivo sufficiente all’ex mezzobusto di «Mi manda RaiTre» per scegliere di definanziare gli oratori, le parrocchie e gli istituti cattolici, in favore di interventi promozionali finalizzati «a una maggiore conoscenza della regione Lazio», anche all’estero. Uno storno di denaro che vale complessivamente 200mila euro appunto (delibera n. 1068 e n.1071), e che andranno invece a farcire la già folta pletora di risorse destinate alla promozione del lavoro che la giunta ulivista sta organizzando nel Lazio e farlo conoscere alla cittadinanza grazie alle attività della presidenza regionale.
Già, un’operazione di comunicazione a binario unico alla quale Marrazzo non sa dire di no, anche se - ci dispiace ricordarlo al Governatore - non perde un colpo per essere presente a ogni appuntamento ecclesiastico organizzato dalla Santa Sede: l’ultimo proprio in occasione della messa del Santo Padre in occasione dell’Immacolata Concezione in piazza di Spagna, accanto al sindaco Veltroni. Ma se le cose stanno così, e non diversamente, perché le operazioni di immagine della sinistra regionale devono andare a scapito di quelle attività sociali ed educative che svolgono le istituzioni cattoliche? La risposta l’avrebbe dovuta dare l’assessore alle Politiche sociali, Alessandra Mandarelli, ma l’ha già data senza proferire parola: nella seduta di giunta del 29 novembre quando sono stati varati i due provvedimenti, era presente al tavolo di giunta e con la mano alzata. Gli atti infatti, sono stati approvati all’unanimità. Che si deve fare pur di accontentare il laicismo più sfrenato! Non bisogna dimenticare infatti, nel 2001, gli «sproloqui» dell’allora minoranza consiliare di sinistra quando la giunta Storace varò la legge per «il riconoscimento della funzione sociale degli oratori» allargando, con il parere favorevole dell’Ulivo, stanziamenti e riconoscimento a tutte le confessioni religiose. Una contraddizione, l’ennesima, che oggi colpisce proprio l’attuale maggioranza nel segno della faziosità più algida. Sì perché tra quei 200mila euro c’è pure una piccola porzione destinata ad altri enti di culto oltre a quelli cattolici.
Un definanziamento, per così dire a 360 gradi condito con le altre risorse, 800mila euro appunto, sottratte già all’Ufficio relazioni con il pubblico, sempre per lo stesso bisogno incondizionato di salvaguardare l’immagine della casa di vetro. Ma il milione complessivo basterà a coprire il fabbisogno di comunicazione di cui l’ex televolto della Rai necessita per guadagnarsi il placet cittadino? L’augurio è di sì. Non vorremmo che dopo gli Urp, gli oratori, le parrocchie e gli altri luoghi di culto, a rimetterci uno storno di euro siano magari servizi servizi essenziali.