La Regione: «In tre anni Milano avrà il calore pulito»

Assieme all’accensione dei caloriferi, la Regione sfodera un pacchetto di novità in tema di riscaldamento e avvia bandi per 22,5 milioni di euro. Prossimamente sarà avviata una mini rivoluzione delle caldaie, tanto che il presidente Formigoni annuncia che «fra tre anni Milano sarà la città più teleriscaldata». Cioè, i condomini attingeranno acqua calda da una grossa centrale di produzione, che ricaverà il calore dalla distruzione dei rifiuti, come già avviene a Brescia con il termovalorizzatore e come già avviene in alcuni quartieri di Milano (Gallaratese, Pero, Fiera) grazie a Silla 2. Il calore pulito, che oggi si snoda su una rete di 900 chilometri, sarà esteso anche alla zona di San Siro e a Città Studi. Entro l’anno prossimo anche il tribunale di Milano, che ha uno degli impianti di riscaldamento più inquinanti della città, sarà completamente teleriscaldato. La Regione ha già stanziato 65milioni di euro e fra tre anni 600mila milanesi avranno il teleriscaldamento. Gli impianti geotermici installati negli ultimi quattro anni sono già 300.
Ma non basta. Per questo il Pirellone introdurrà, dal 2011, l’obbligo di installare un apparecchio di regolazione dei termosifoni in tutti i condomini dell’area critica. Si tratta di un impianto che costa circa 150 euro a pezzo e che permette di abbattere gli sprechi dal 30 al 70 per cento. L’obbiettivo è montare gli apparecchi in ogni casa entro tre anni. «Vogliamo affrontare il tema dell’inquinamento a 360 gradi - spiega l’assessore all’Ambiente Marcello Raimondi - perché è vero che la mobilità contribuisce in maniera significativa, ma ci sono anche tanti altri fattori». L’attenzione della Regione, in particolare, si è concentrata sull’abbattimento delle emissioni nell’ambito del riscaldamento civile. Da qui la decisione di lavorare a una legge che renda obbligatoria, l’introduzione dei dispositivi di regolazione della temperatura, anche negli stabili meno recenti con impianto centralizzato. In questo modo si eviteranno gli sprechi di calore. «Oggi - ha spiegato Raimondi - si spreca ancora troppo riscaldamento negli stabili con impianti termici centralizzati, mentre con questa strumentazione si favoriscono il risparmio delle famiglie che pagano quello che effettivamente consumano e la tutela dell’ambiente, evitando sprechi».
Sempre sul fronte del riscaldamento, il Pirellone ha messo a punto bandi per 22,5 milioni di euro «per aiutare gli enti pubblici, dalle scuole agli ospedali alle case di riposo - ha precisato Raimondi - a dare il buon esempio» sul fronte del solare termico e in generale per la riqualificazione energetica degli stabili. E ovviamente continuano i controlli sulle vecchie caldaie.