Regione, il turismo delle raccomandazioni

(...) il conferimento di un incarico di consulenza alla Aptl per Miriana Detti, ex direttore della Aptl stessa. Un’«ingerenza» se non un «abuso di potere», come ha segnalato ieri, prove alla mano, Gianni Plinio il capogruppo di An, che adesso invierà gli atti alla magistratura ordinaria e a quella contabile, perché l’Agenzia per il turismo è «ente autonomo dalla Regione dal punto di vista sia giuridico sia amministrativo».
Plinio ieri ha letto il carteggio che smaschera l’assessore nell’ambito di una mozione con la quale tutto il centrodestra ne chiedeva una «censura» per l’intera gestione del settore, giudicata «fallimentare», dalla «legge ciofeca» avversata da gran parte degli operatori alla «scellerata proposta» di un ticket di ingresso per ogni turista e via così bocciando un anno e mezzo di «politiche dannose per la Liguria». La maggioranza di centrosinistra però, a partire dal presidente della giunta Claudio Burlando, s’è ben guardata dal rispondere nel merito della questione, spostando invece il dibattito sull’andamento dei dati del turismo, e anche su quelli scatenando il putiferio. Immortali resteranno in particolare due dichiarazioni. Quella della stessa Margherita Bozzano, che in aula non s’è difesa lasciando l’onere di farlo a Burlando, ma che a Primocanale ha dichiarato: «La lettera? Non era l’argomento di oggi». E quella del governatore, che l’ha messa così: «Margherita, non farci caso».
I fatti. La dottoressa Detti, 34 anni e una laurea in Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa all’Università di Bologna, si dimette da direttore generale dell’Aptl nell’agosto scorso per «gravi motivi personali». I quali gravi motivi però non le impediscono di accettare un incarico da consulente sempre all’Aptl, 30mila euro per quattro mesi dal settembre al dicembre 2006. Il centrodestra chiede lumi a Bozzano, la quale a Repubblica risponde lasciando intendere di non essere entrata nella questione. Falso, ha denunciato ieri Plinio: il 29 agosto infatti l’assessore ha scritto una lettera al dirigente della Aptl Enisio Franzosi, facente funzioni di direttore generale, che diceva così: «Il prendere atto delle dimissioni della dottoressa Detti dalla funzione di direttore generale non mi impedisce di considerare la possibilità di avvalerci della sua fattiva e conclusiva professionalità, secondo un inquadramento che possa assecondare le problematiche personali che l’hanno indotta alla decisione. Le chiederei pertanto di provvedere a formulare alla dottoressa una proposta che contempli un suo reimpiego di tipo consulenziale all’interno dell’Ente». Il tutto «sicura di un riscontro sulla questione» e con i più cordiali saluti. Il riscontro è arrivato, per dirla con Plinio: «Franzosi ha obbedito». L’incarico a Detti è stato conferito dall’Agenzia con decreto numero 009 del 1 settembre 2006. Peraltro suscitando le «perplessità» del Collegio dei Revisori dei Conti, non fosse altro che Detti nel giro di un anno è stata consulente Aptl per il marketing, poi direttore, poi di nuovo consulente. Il verbale porta la data del 28 settembre: i Revisori esprimono «perplessità sul merito dell’affidamento di detto incarico», e suggeriscono di inquadrare Detti non con un contratto di consulente ma di collaboratrice a progetto. Detto fatto, il decreto 061 del 16 ottobre scorso trasforma il contratto in un co.co.pro milionario.
Una bomba, che ieri l’Unione ha disinnescato semplicemente ignorandola. Nella risposta a Plinio, Burlando ha cambiato discorso: «Per cinque anni di governo di centrodestra il turismo ligure ha avuto segno negativo, da un anno ha cambiato segno: o siamo solo fortunati o siamo anche bravi». Di più, il presidente s’è preso la briga di dividere la Liguria in due: quella amministrata dal centrosinistra, Genova e il Levante, «dove si sta puntando alla qualità alberghiera, all’ambiente e all’arrivo degli stranieri». E quella di centrodestra, dove invece il turismo «va male perché voi avete spremuto quel territorio dove c’è una crisi dovuta alla massiccia presenza di seconde case». Apriti cielo. L’ex governatore Sandro Biasotti ha risposto che «se a Genova i dati sono migliorati il merito è mio, voi fino a qui non averte fatto nulla», l’azzurro Franco Orsi ha segnalato, appoggiato peraltro da Nino Miceli dei Ds e Carlo Vasconi dei Verdi, che «è il Ponente che traina il turismo ligure e Burlando dovrebbe saperlo», e via così scannandosi su chi ha fatto cosa per il turismo. Peccato che l’argomento fosse un altro, ecco, come ha segnalato Luigi Morgillo il capogruppo di Forza Italia: «Nessuno di voi ha nemmeno provato a smentire l’impeachment dell’assessore». Nella sua controreplica, Plinio ha definito Burlando «avvocaticchio d’ufficio»: «Prendo atto che non avete voluto né saputo replicare, il che aggiunge sospetti alla gravità della situazione».