Regioni: allarme per la Sanità, "salve" le Province

Al termine della riunione-lampo del Consiglio dei ministri il governo
rassicura: non ci sarà alcun ticket aggiuntivo per l'assistenza
sanitaria mentre le Comunità montane e le nove Province che si trovano
laddove dovrebbero sorgere altrettante città metropolitane tirano un
sospiro di sollievo: di tutta questa questione si tornerà a parlare
solo a settembre

Roma - Al termine della riunione-lampo del Consiglio dei ministri il governo rassicura: non ci sarà alcun ticket aggiuntivo per l'assistenza sanitaria mentre le Comunità montane e le 9 Province che si trovano laddove dovrebbero sorgere altrettante città metropolitane tirano un sospiro di sollievo: di tutta questa questione si tornerà a parlare solo a settembre, in un Disegno di legge, collegato alla Finanziaria, che muoverà i passi dal Codice per le Autonomie e che sarà frutto, così ha assicurato oggi il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, di un ampio confronto.

Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, uscendo da palazzo Chigi, prima della riunione del Consiglio dei ministri, parlando della questione ticket per la sanità ha detto: "Chiediamo al governo che garantisca la copertura finanziaria pari a 834 milioni di euro: reintrodurre i ticket sanitari è una ipotesi non sostenibile dal punto di vista sociale né finanziario, queste risorse non è possibile recuperarle". Governatori, presidenti di Province e sindaci hanno comunque ottenuto alcuni 'sconti' rispetto alla scure ipotizzata inizialmente: la manovra passa infatti da 360 a 310 milioni di tagli per le Province e da 1.540 a 1.340 milioni di tagli per i Comuni, 50 milioni in meno verranno tagliati alle prime, 200 milioni ai secondi. Nonostante questo il presidente dell'Anci, l'Associazione dei comuni italiani, Leonardo Domenici, non è apparso tranquillo: "il confronto resta aperto e numerosi rimangono i punti interrogativi", ha detto al termine dell'incontro di oggi al ministero per gli Affari Regionali.

Più soddisfatto il presidente dell'Upi, l'Unione delle province italiane, Fabio Melilli, per lo scampato pericolo delle Province che insistono nelle aree metropolitane. "Abbiamo apprezzato la decisione del Governo - ha spiegato - il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che ringrazio, mi aveva rassicurato su questo percorso. Lavoreremo, a partire da domani, con i ministri degli Affari regionali Fitto, e dell'Interno Maroni, per arrivare a un collegato alla finanziaria che sia veramente incisivo". Sollevato è apparso anche il presidente dell'Uncem, l'Unione delle comunità montane, Enrico Borghi. "Mi pare sia prevalsa la ragionevolezza", ha detto. Il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, che ha ottenuto nel pomeriggio un incontro delle Regioni a Palazzo Chigi con il Governo, ha apprezzato il fatto che l'esecutivo abbia abbandonato l'idea di inserire nel decreto legge la questione riguardante il Fondo per le aree sottoutilizzate (tema che aveva messo in allarme stamane i governatori) mentre è sembrato molto preoccupato sul versante dei fondi per la sanità, anche se il 'taglio' previsto per il 2009 a carico del settore passa da 1 miliardo a 250 milioni.

Errani, che ha chiesto il rispetto integrale del Patto per la salute, già siglato da Regioni e Governo, ha sostenuto anche la necessità che il Governo garantisca la copertura finanziaria pari a 834 milioni di euro per evitare i ticket in sanità: "reintrodurli è una ipotesi non sostenibile dal punto di vista sociale né finanziario, queste risorse non è possibile recuperarle", ha detto, senza mezzi termini, uscendo da Palazzo Chigi. E ancora: "La situazione della sanità è molto seria. Abbiamo posto la questione delle risorse aggiuntive al Fondo sanitario nazionale pari a 2 miliardi di cui 834 milioni per la copertura dei ticket sanitari. Il governo ci deve garantire queste risorse, altrimenti la situazione è insostenibile". Errani è stato critico anche sul metodo con cui si sono rincorse, in questi giorni, voci e indiscrezioni sui numeri e le misure della manovra: "ci siamo trovati davanti ad una serie di notizie giunte a spizzichi e bocconi con un metodo che è veramente inaccettabile".

Ma dal canto suo oggi il ministro Fitto ha chiarito: "mi sembra che dal Governo siano arrivate una serie di risposte positive. Abbiamo scelto la strada del confronto e credo sia inutile fare polemiche su testi che ancora non esistono".