Regioni contro il governo

«Le Regioni hanno bocciato senza appello il decreto legge presentato dai ministri Pecoraro Scanio e De Castro in tema di attività venatoria ai primi di agosto.» È questo il commento di Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore regionale all'Agricoltura con delega alla Caccia della Lombardia dopo l'audizione tenutasi alla commissione agricoltura della Camera in vista della discussione del provvedimento. «A prescindere dall'appartenenza politica - dice la Beccalossi - le Regioni intervenute si sono espresse negativamente censurando il provvedimento, sia nel metodo sia nel contenuto. Le Regioni chiedono al governo e alla maggioranza che lo sostiene un radicale cambiamento di rotta durante i lavori parlamentari, accogliendo di tutti gli emendamenti presentati dalle Regioni e dalle associazioni venatorie».
«Ho apprezzato in tal senso - dice la vicepresidente Beccalossi - l'intervento dell'assessore dell'Emilia Romagna, Mario Bruschini (Partito dei Comunisti italiani) che, davanti ai deputati dell'Ulivo allibiti, ha tacciato senza mezzi termini il Governo di “dirigismo” ed ha giudicato come assurdo il meccanismo che lega l'autorizzazione alla caccia di specie in deroga al parere di un istituto, come l'Infs, che offre pareri non tecnici, ma ideologici».
«Se Regioni come la Lombardia o il Veneto hanno interpretato il decreto anche come atto punitivo verso la propria autonomia legislativa, anche per tutte le altre, dalla Toscana al Piemonte, dalla Liguria alla Sicilia e dal Molise alla Puglia, è fondamentale che gli articoli 7 ed 8 vengano ritirati con la radicale modifica delle restanti disposizioni».
«Come Lombardia - prosegue Viviana Beccalossi - abbiamo chiesto che venga salvaguardata la nostra normativa vigente in tema di misure di conservazione nelle Zone di protezione speciale, che la caccia in deroga venga vincolata solo alle linee guida pubblicate dalla Commissione europea, e non a pareri astrusi e fantasiosi, che venga riconosciuta la compatibilità con la Direttiva 409 della caccia tradizionale e che vengano abrogate quelle norme incostituzionali che sospendono o cancellano i provvedimenti delle Regioni nei temi di loro esclusiva competenza. La seduta alla Camera - aggiunge la Beccalossi - dimostra che, quando l'interesse del proprio territorio è al centro delle questioni, si può lavorare insieme al di là dello schieramento politico di appartenenza. E ieri le Regioni lo hanno fatto».
«Mi permetto dunque di rivolgere un invito trasversale a tutti i senatori e deputati affinché nelle Commissioni parlamentari e in aula diano il loro contributo per cambiare e migliorare un decreto legge che, se convertito nel testo originale, metterebbe una pietra tombale sul rapporto di leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni, sovvertirebbe l'assetto Costituzionale delle gerarchie tra gli organi dello Stato e mortificherebbe tutti gli sforzi compiti dal mondo venatorio per promuovere una caccia sostenibile».