Le Regioni e i Comuni contro la manovra: "Tagli non sostenibili"

Gli amministratori locali contro tagli delle Province e accorpamento dei comuni. Formigoni: "Così muore il federalismo fiscale"

Milano - I tagli delle province e gli accorpamenti dei comuni non piaccioni agli amministratori locali. "La manovra prospettata oggi dal governo crea di fatto una situazione di allarme per le Regioni e le Autonomie locali, ma soprattutto mette a rischio una serie di servizi fondamentali per i cittadini. L’alternativa non può essere fra un taglio selvaggio alla prestazioni oppure tasse che peseranno in primo luogo sui ceti medio-bassi. Chiediamo un cambio vero della manovra per garantire maggiore qualità e maggiore equità. Siamo fortemente preoccupati per quello che riguarda sanità, politiche sociali, trasporto pubblico locale e temiamo per la coesione sociale del Paese". Lo ha dichiarato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, commentando gli esiti del confronto odierno con il governo.

Formigoni: "Federalismo fiscale morto" Formigoni punta il dito contro il Carroccio. "Con i tagli che il governo ci ha proposto oggi possiamo dire ufficialmente che il federalismo fiscale è morto". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni al termine dell’incontro con il governo, oggi a palazzo Chigi. "Il federalismo fiscale era già stato affossato dalla manovra di luglio - ha spiegato Formigoni - senza dimenticare che che era pesata molto anche la manovra dell’autunno 2010. Ma con le prospettive di tagli comunicateci oggi dal governo possiamo dire che il federalismo fiscale è definitivamente morto".

Piccoli comuni in rivolta "La manovra che ci è stata presentata è inaccettabile, recessiva e penalizzando gli enti locali si abbatterà in realtà sugli investimenti e sui cittadini delle fasce più deboli, perché andrà a incidere sui servizi sociali". Così Mauro Guerra, vicepresidente di ANCI e coordinatore della Consulta Piccoli Comuni ha commentato la bozza di manovra aggiuntiva illustrata questa mattina nell’incontro tra Governo ed Enti locali e che prevede ulteriori tagli ai Comuni di 1,7 miliardi nel 2012, oltre ai 3 miliardi di inasprimento del patto di stabilità decisi dalla manovra di luglio e ai tagli del 2010. "Aspettiamo di vedere il testo definitivo per capire che cosa si intende con anticipazione del federalismo e cosa sarà incluso nell’Imu a partire dal 2012 - prosegue Guerra - al tempo stesso auspichiamo che da qui alla stesura e poi nel confronto parlamentare si trovi il tempo di correggere una manovra che come Comuni giudichiamo molto negativamente".

Le Province fanno muro "I numeri della manovra che il Governo si appresta a varare e che riguardano il contributo di Regioni ed enti locali, sono assolutamente insostenibili". Lo ha dichiarato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione al termine dell’incontro con il Governo.