Regioni con i conti in rosso: tutti promossi

Il costoso vizietto degli enti locali: negli ultimi tre anni hanno premiato il 93,8% dei dipendenti. All'agenzia delle entrate di Trento basta seguire corsi di aggiornamento per fare carriera. E' così che nel pubblico impiego le retribuzioni crescono un terzo in più che nel privato

Paolo Bracalini - Marco Zucchetti

Ma cos’avrà mai combinato quel 6 per cento di dipendenti regionali in Italia, per non meritare neppure uno straccio di promozione negli ultimi tre anni? O di cognome fanno Fantozzi e la poltrona in pelle umana possono solo sognarla; oppure non sono all’altezza degli altri loro colleghi, quel 93,8% di fenomeni della scrivania, veri superman dei faldoni, Stakanov dello sportello che dal 2005 al 2007 sono stati premiati con un avanzamento di carriera.

PRIMI DELLA CLASSE
Strani posti, le Regioni. I bilanci sono in rosso, ma le carriere sono rosee. I burocrati degli uffici pubblici saranno anche lenti a seguire le pratiche, ma si trasformano in lepri quando devono rincorrere l’inflazione. Così veloci che quasi rischiano di superarla. Sicuramente riescono a viaggiare più lesti dei privati, e infatti nell’ultimo quinquennio le loro retribuzioni, grazie a un sindacato onnipresente e onnipervasivo, sono cresciute del 3,9% all’anno, contro il 2,5% degli altri che non godono di un posto pubblico. Sono loro in vetta alla classifica degli statali più promossi d’Italia, nel conto della Ragioneria di Stato riportato ieri dal Sole24Ore. Le promozioni a volte sono «di massa», e tutti contenti. In Abruzzo, a marzo, l’allora presidente Ottaviano Del Turco aveva raggiunto l’accordo con i sindacati: promossi al rango superiore 1.300 dipendenti comunali, vale a dire tutti, per totali 70milioni di euro. Ora con il terremoto giudiziario anche questo capitolo è congelato, ma non sarebbe il primo caso di avanzamenti collettivi per gli impiegati delle Regioni.

CONTI IN ROSSO
Eppure le Regioni sono tutt’altro che Bengodi e i governatori al massimo sono Re Mida al contrario. I dati del 2007 disegnano una penisola scarlatta: a parte Sardegna, Umbria e Lombardia, i conti sono in rosso. Si salvano Valle d’Aosta, Veneto e Piemonte, sostanzialmente in parità. Ma in molti casi la situazione è drammatica. Il Lazio accusa un buco da un miliardo di euro a causa delle emorragie miliardarie dei sistema sanitario, che è croce anche per Molise e Abruzzo. Insieme a Campania e Sicilia si arriva a 2,5 miliardi di disavanzo: l’83% del deficit sanitario nazionale. Perfino l’Emilia Romagna e Bolzano presentano un debito pro-capite di oltre mille euro. Insomma, nella maggior parte dei casi le uniche promozioni che le Regioni si potrebbero permettere sono i 3x2 al supermercato.

AGGIORNAMENTI D’ORO
Ma anche le quattro agenzie fiscali (delle entrate, delle dogane, del demanio e del territorio) si posizionano molto in alto in quanto a promozioni a manica larga: il 90,9% dei dipendenti ha ottenuto una gratifica (41mila di tipo orizzontale, 9mila di tipo verticale). Il direttore dell’agenzia delle entrate di Trento, Antonino Gentile, prova a spiegare a Radio24 il motivo dei numerosi avanzamenti: «Noi investiamo molto sulla formazione. Chi si aggiorna migliora la propria professionalità ed è giusto che venga gratificato con un riconoscimento in termini di carriera». Sul fatto che l’aggiornamento non sia un dovere ma un surplus da premiare si può discutere. Fuori discussione invece l’esigenza di «promozioni selettive, da raggiungere tramite superamento di una prova d’esame con materie fiscali e giuridiche». Cosa che succede a Trento, ma non in tutta Italia.

VERTICALI E ORIZZONTALI
Le progressioni più frequenti sono quelle «orizzontali», passaggi di qualifica e di stipendio che non comportano l’assunzione di nuove responsabilità e nemmeno un concorso interno. Di solito sono «premi» che riguardano più di un dipendente, o che vengono fatte per sanare una vacatio del contratto collettivo di lavoro. Altra cosa sono le progressioni verticali, cioè le promozioni nel senso stretto della parola. Qui di solito c’è una selezione, e quindi è naturale siano numericamente molto inferiori alle progressioni orizzontali. Per restare sempre nel campo delle Regioni e degli enti locali, nel 2005-2007 le promozioni verticali sono state 11.236, non certo poche. Solo in un caso, quello del Servizio sanitario nazionale, le «verticali» superano le «orizzontali» 78.604 a 49.780.

I DIMENTICATI
In fondo alla classifica languono il sistema sanitario (15,3% di promozioni) e i ministeri (17%). Ma nessuno è più dimenticato degli enti di ricerca: solo il 13,6% degli Einstein nostrani ha ricevuto gratifiche. Questo è un Paese per segretari regionali ed esattori, mica per ricercatori.