Le Regioni rosse boicottano la Conferenza sulla droga

Vendola, Marrazzo e Veltroni alla kermesse antiproibizionista. La Toscana dà 13mila euro

Emanuela Fontana

da Roma

Il boicottaggio costerà come minimo 13.681 euro. È la spesa stanziata dalla Regione Toscana per promuovere la partecipazione a una contromanifestazione sulle droghe che si svolgerà a Roma il 7 dicembre.
Manifestazione contro, perché l’iniziativa romana «Per una politica dei diritti e delle responsabilità» a cui parteciperanno molti esponenti del centrosinistra e dei radicali si propone di contrastare un altro incontro sulle droghe, organizzato dal governo a Palermo. Per l’esattezza quella siciliana è la conferenza sulle tossicodipendenze, quest’anno ala sua quarta edizione, e che si svolge per legge ogni tre anni, a prescindere che al governo ci sia il centrodestra o il centrosinistra. Sede e data di questa edizione sono stati scelti dal ministro Carlo Giovanardi. Il boicottaggio è nato dalla protesta contro la legge Fini sulle droghe che secondo contromanifestanti spiccherà il volo proprio dalla conferenza siciliana.
Il «secessionismo» della droga è partito con un tam tam su alcuni siti come indymedia e Carta, fino ad approdare alle aule dei governi regionali. Emilia-Romagna e Toscana sono in prima fila alla contromanifestazione. La seconda regione, in particolare, «ha deciso di offrire un apporto economico di 13.681 euro», ha scritto il gruppo dell’Udc in una interrogazione, per fornire «addirittura autobus gratuiti per facilitare la partecipazione di operatori e soggetti interessati». Ma la contromanifestazione ospiterà molte rappresentanze delle regioni di centrosinistra: Piero Marrazzo è tra i relatori dell’«apertura dei lavori» con il sindaco Walter Veltroni, mentre il governatore pugliese Nichi Vendola parlerà nel pomeriggio.
Lo stanziamento della Regione Toscana è stato deliberato il 28 novembre dalla giunta. La decisione di aderire alla giornata di Roma è motivata dal fatto che «il percorso attivato dal governo per l’organizzazione della Quarta conferenza nazionale sulle tossicodipendenze ha prodotto la forte opposizione delle Regioni e province autonome che hanno deciso all’unanimità di non partecipare all’iniziativa». Nella delibera, la giunta toscana critica pesantemente il governo, colpevole «di aver escluso, di fatto, sia il coinvolgimento delle Regioni che delle maggiori organizzazioni degli operatori e delle società scientifiche del settore».
Alla contromanifestazione di Roma parleranno l’ex ministro dei ds Livia Turco, il verde Alfonso Pecoraro Scanio, Rosi Bindi, Daniele Capezzone. Tra le adesioni ci sono quelle di Cgil, Cisl e Uil, di Magistratura democratica, dell’Arci e delle Acli. Si parlerà del percorso di depenalizzazione per arrivare «a nuove proposte legislative». L’evento si chiude con un «Happy our» e un concerto dal titolo: «La battaglia di canne». «Che canne siano - ha ironizzato il gruppo regionale toscano dell’Udc in un recente comunicato - ce lo diranno i nostri solerti assessori regionali che parteciperanno all’evento». Con i fondi stanziati, la giunta toscana pagherà «due pullman gratuiti, uno per la zona di Firenze, l’altro per la zona di Pontedera-Pisa-Livorno».
L’appello su alcuni siti che propongono la contromanifestazione, come fuoriluogo.it è al «boicottaggio della conferenza di Palermo». In realtà non tutti i relatori sanno che l’obbiettivo è questo. «Ho parlato oggi con Veltroni - spiega il ministro Giovanardi - e mi ha detto di non sapere nulla dell’iniziativa di Roma. Non credo neanche che parli Marrazzo, perchè esistono comunque rapporti tra le istituzioni che vanno rispettati. Le Regioni avranno una rappresentanza istituzionale a Palermo: Antonio De Poli, coordinatore degli assessori alle politiche sociali». La Consulta sulle tossicodipendenze, chiarisce il ministro, «all’unanimità mi ha chiesto di promuovere questa conferenza. E alcuni partiti, come Ds e Margherita, mi hanno chiesto che a Palermo fosse discussa prima che nella aule parlamentari la legge Fini. Mi stupisce vedere che le critiche partono proprio da quella direzione». La conferenza di Palermo, garantisce Giovanardi, «sarà aperta alla discussione, con un grande apporto del sociale, pubblico e privato. È singolare che una Regione finanzi i pullman per una manifestazione alternativa a una conferenza ufficiale. Poi le Regioni non si lamentino della mancanza di fondi».