Le Regioni sono già al lavoro: così applicheranno l’accordo

Adesso tocca a loro, alle Regioni. Affossata l’ipotesi di un decreto legge cui adeguarsi, costretto il governo a venire a patti, firmata l’intesa notturna, i presidenti dei parlamentini locali devono rimboccarsi le maniche. Spetta a loro dare applicazione al pianoper la casa varato l’altra notte. Fino a ieri gli unici entusiastierano i governatori del centrodestra, in testa il veneto Giancarlo Galan che ha già pronto un disegno di legge regionale. Ora invece la soddisfazione è generale.

I più contenti sembrano proprio i governatori di centrosinistra, che del piano casa avevano contestato più il metodo che il contenuto. «Siamo passati da un decreto a un accordo: è un buon risultato», sintetizza il toscano Claudio Martini. Una questione di forma. Perché la sostanza è rimasta pressoché la stessa(con alcune limitazioni) proposta quasi un mese fa da Silvio Berlusconi.

EMILIA ROMAGNA Sottoscritto il protocollo, si tratta di capire come sarà applicato nelle varie regioni che hanno tre mesi per varare le normative territoriali. Il governatore Vasco Errani, che presiede anche la Conferenza delle regioni, giudica «molto positivamente» l’accordo. «Coglieremo questo spunto per fare un’ulteriore operazione di qualificazione urbana e vivibilità delle aree abitate, abbinando lo sviluppo al rispetto per l’ambiente». Parole di apprezzamento ma ancora generiche, visto che gli enti locali hanno davanti a sé 90 giorni per recepire le indicazioni nazionali ed è dunque ancora presto per entrare nei dettagli e capire le zone dove il provvedimento-quadro sarà applicato con limitazioni o magari incentivato.

TOSCANA Il governatore Martini garantisce che entro giugno la sua regione avrà la legge: «La giunta è già al lavoro per produrre un testo che riprenda i contenuti dell’accordo».

UMBRIA Maria Rita Lorenzetti riconosce che «l’edilizia può rappresentare un volano per la ripresa economica e le semplificazioni delle procedure sono cosa seria. In questo modo riusciremo a contribuire alla ripresa economica».

PIEMONTE Il presidente Mercedes Bresso è più prudente: «Aspettiamo di vedere che cosa conterrà il decreto annunciato dal governo,che se prevederà uno sforzo di semplificazione procedurale potrebbe rivelarsi molto utile».

LIGURIA Claudio Burlando è stato uno dei tessitori dell’accordo.Una settimana fa, in un’intervista al Giornale, aveva detto che non si iscriveva al «partito del no»: «Penso che le norme del governo possano andare benissimo nell’entroterra che si sta ripopolando, ma anche sulla costa, penso a nuovi interventi sulle ex aree della Piaggio a Finale Ligure, a quelli negli ex cantieri di Pietra Ligure, e anche a Rapallo». Ora aggiunge: «La cosa importante è che si intende rimettere in moto un piano per l’edilizia residenziale pubblica, rivolto all’emergenza di quanti nonpossono permettersi né di comprare né di costruire e che fanno fatica perfino a pagarsi un affitto».

MARCHE Entusiasta è il governatore Gian Mario Spacca che, a differenza degli altri colleghi del centrosinistra, aveva applaudito subito l’iniziativa lanciata da Berlusconi. «L’edilizia è uno straordinario volano verso la ripresa dell’economia. Stiamo già lavorando per definire norme attuative che tengano conto di tutti gli elementi dell’accordo».

CALABRIA Più problematico Luigi Incarnato, l’assessore mandatoda Reggio Calabria al tavolo della trattativa: «C’è un aspetto negativo, cioè l’impossibilità per le Regioni di impegnare l’incremento dell’Iva in un nuovo piano casa. Se anche il maggiore gettito venisse investito nell’edilizia agevolata raggiungeremmo due obiettivi: calmierare lo scontento sociale e fungere da ulteriore manovra anticrisi».

LAZIO Mario Di Carlo, assessore alle Politiche della casa, annuncia che «l’obiettivo per i prossimi anni è di realizzare almeno 20mila nuove abitazioni di edilizia residenziale pubblica».

VENETO Sul fronte del centrodestra, esulta ovviamente Galan:«Siamo partiti da soli, siamo partiti per primi,ma ciò che conta è che adesso siamo arrivati assieme all’obiettivo. Il Veneto aveva posto fin da subito grande attenzione alla tutela dei centri storici e dei beni paesaggistici, ma soprattutto aveva sempre parlato di interventi sul patrimonio edilizio esistente».

MOLISE Michele Iorio, il governatore, assicura: «Vareremo la nostra legge entro 60 giorni anziché novanta. Già nei prossimi giorni lavoreremo per stilare la proposta e studieremo ulteriori deroghe che possano favorire la realizzazioni di interventi edilizi sul patrimonio privato e anche pubblico».

SICILIA Anticipa alcune deroghe anche il governatore Raffaele Lombardo. «Su una serie di piccole cose ci discosteremo dalla legge - cornicenazionale perché le Regioni a statuto speciale, come la nostra,hanno una potestà legislativa esclusiva in questa materia. Nell’assemblea siciliana sono già depositati più disegni di legge che saranno sintetizzati per arrivare a un testo condiviso. Bisogna studiare misure adeguate a chi vive in condominio e c’è da incentivare la ristrutturazione nei centri storici, diventati più o meno ghetti per immigrati. Infine intendiamo premiare chi,abbandonando o demolendo una costruzione abusiva, intende riedificare una nuova casa in regola. Questo sarebbe un incentivo a riqualificare il nostro territorio».

FRIULI VENEZIA GIULIA Da un’altra Regione a statuto speciale giunge infine la richiesta di introdurre «strumenti legislativi d’urgenza anche per le Regioni»: «Mentre il governo può operare con decreti legge - dice l’assessore alla Pianificazione territoriale Federica Seganti - le Regioni non hanno questi strumenti, necessario in questi tempi di crisi. Vorremmo anche noi poter intervenire con tempestività nel settore edilizio per uscire al più presto da questa crisi».

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