Il regista di Moretti fa un film per Canale 5

da Roma

Suocere: basta la parola. Si chiama così il film che Antonello Grimaldi girerà presto per Canale 5. Proprio lui, il regista di Caos calmo, l'amico di Nanni Moretti che recitò nel Caimano, torna a lavorare per Mediaset. «Dove mi sono sempre trovato bene, filando d'amore e d'accordo con tutti, editor compresi», scandisce col suo leggero accento sardo. In effetti, tra un film e l'altro, Grimaldi s'è volentieri misurato col piccolo schermo, senza puzze sotto il naso: Distretto di polizia 2 e 6, Gli insoliti ignoti, Le stagioni del cuore, per citare alcuni titoli. Come promesso, il barbone da profeta se n'è andato con l'ora legale. Ricrescerà con quella solare. Intanto, rimandato al 2009 L'età dell'oro con Christian De Sica nel suo primo ruolo drammatico, il regista ha accettato volentieri la proposta per Canale 5. In gergo dicesi «pilot», una sorta di numero zero di 100 minuti: se piacerà al pubblico della prima serata, potrebbe derivarne una serie. Del resto, hai voglia a sbizzarrirti sul tema della suocere. Basta fare un giretto su Wikiquote, le citazioni caustiche abbondano: da «Non ho parlato con mia suocera per diciotto mesi: non volevo interromperla» (Ken Dodd) a «Sono appena tornato da un viaggio di piacere. Ho accompagnato mia suocera all'aeroporto» (Milton Berle). Evidentemente il genere tira. L'anno scorso, a La sposa perfetta, la puntata La rivincita delle suocere fece ascolti record. E da Hollywood è arrivato Carissima suocera... ti odio, con Jennifer Lopez tiranneggiata da Jane Fonda.
Qui le suocere sono due. Angela Finocchiaro è la milanese Gabri, Lunetta Savino la pugliese Lellé, l'una ricca e arrogante, un po' alla Franca Valeri, l'altra verace e canterina. Si conoscono perché la «terrona» fa i massaggi alla «sciura»: un rapporto distaccato, freddo, la Gabri detesta le canzoni dialettali che ogni tanto Lellé intona, senza immaginare che nel frattempo il primogenito Alessandro, cioè Giorgio Pasotti, ha mollato la fidanzata bionda per correre dietro a quello scricciolo di Rita, cioè Sabrina Impacciatore, figlia della massaggiatrice. Già è troppo così. Figurarsi le scintille tra le due mamme quando le rispettive creature (lui è un manager nel campo degli aerei, lei una disegnatrice di fumetti) decidono di sposarsi.
«Il giovane ricco che si innamora della povera, magari bruttina, è un classico della commedia sentimentale. Ma qui c'è una novità: tutto è osservato dal punto di vista delle future suocere, destinate ovviamente a diventare amiche dopo mille bisticci. E non mancheranno echi e reminiscenze del presente, affidati ad alcuni personaggi di contorno», spiega Grimaldi. Riprese dal 21 luglio a Torino, per cinque settimane. A firmare la sceneggiatura sono Paola Pascolini e Stefano Ceccarelli, esperti in materia di pregiudizi sociali in chiave leggera.
Nata come una coproduzione con la Francia, Suocere in un primo momento avrebbe dovuto mettere di fronte due star del calibro di Sofia Loren e Catherine Deneuve. «Sembrava fatta, la Loren era entusiasta, purtroppo la Deneuve ci fece sapere con un fax che “pour le moment” non si sentiva ancora adatta a interpretare una suocera», rivela il produttore esecutivo Ugo Tucci, della Italian Media Service. Ma forse è meglio così. La presa diretta delle voci assicurerà più verità all'intreccio, sicché le due protagoniste potranno sbizzarrirsi nel farsi la guerra a colpi di tirate snob e coloriture dialettali. Con finale a sorpresa legato a un abito di Chanel indossato da entrambe, solo che uno dei due è taroccato...
Il riferimento televisivo è un po' Hugly Betty, ma senza dimenticare gloriose commedie cinematografiche sulla differenza di classe, gusti e provenienze. «Si riderà molto, ne accadono di tutti i colori», assicura Grimaldi, appena rientrato da Madrid, dove è andato a promuovere Caos calmo, che esce oggi in Spagna. «Mi sa che abbiamo scelto il weekend peggiore, visto che c'è la partita Italia-Spagna», ironizza. Per una manciata di voti, pare quattro, non ha vinto il David di Donatello. La ferita brucia ancora? «Un po', mi consolerò viaggiando tanto all'estero».