Ma come regista non è memorabile

The Bowler and the Bunnet (1967), proiettato ieri prima dell'incontro con Sean Connery, è l'unico film che lo vede in veste di regista, oltre che di produttore e interprete. Si tratta di un curioso quanto ambizioso e ironico, ma anche ingenuo, documentario militante, mai uscito dai confini inglesi, che affronta la crisi dei cantieri navali scozzesi e i tentativi di risolverla attraverso una diversa organizzazione del lavoro e con innovative strutture produttive. Il titolo richiama i diversi cappelli che indossano i padroni, la bombetta (bowler), e gli operai, una specie di coppola (bunnet). Certo se non fosse per il nome di Connery questo doc poteva rimanere tranquillamente nel dimenticatoio nonostante il lodevole tentativo di tenere desta l'attenzione dello spettatore con un gioco di zoomate, di sguardi in macchina e di stacchi di montaggio. Forse non è solo un caso che Connery non sia mai più tornato dietro la macchina da presa.