Il registro delle unioni civili spacca il Pd

«Un registro delle unioni civili al Comune per garantire immediatamente il diritto alla casa delle coppie che convivono. Non una proposta ideologica ma l’applicazione concreta della legge regionale n.12 del 1999 che permette ai conviventi di una persona di vivere nell’alloggio da essa occupato come se facessero parte del suo nucleo familiare». Non aveva neanche finito di indicare una delle priorità del suo programma che Andrea Casu, candidato al consiglio comunale nella lista «Under 30 per Rutelli» riaccende la polemica sulla questione delle unioni civili. Un tema che era stato già al centro di uno scontro nelle ultime settimane della precedente consiliatura capitolina, tra le forze della sinistra e un’inedita coalizione di partiti composta da Forza Italia, Pd, Alleanza nazionale, Udc e La Destra, che insieme votarono contro la proposta di istituire il registro. Tra i primi a tuonare contro la proposta di Casu, proprio Francesco Rutelli. Il candidato a sindaco del Pd, all’inizio della campagna elettorale aveva più volte sottolineato che l’argomento unioni civili non sarebbe stato inserito nel suo programma, lasciando però intendere che probabilmente si sarebbe comunque svolto un confronto diretto sulla questione tra le forze politiche l’associazionismo e le altre realtà presenti nella Capitale.
«Sulle unioni civili il nostro programma è chiaro», ha precisato Rutelli dopo le dichiarazioni di Casu. Non una parola di più. Sfogliando le 150 pagine del programma della coalizione di centrosinistra che sostiene Rutelli (tra cui quindi anche la lista under 30 di cui Casu fa parte), non si parla di alcun registro delle unioni civili. In particolare, nel paragrafo a proposito dei «diritti di tutti» si afferma che «saranno garantite pari opportunità alle persone che vivono in unioni di fatto. In tutti i regolamenti del Comune - prosegue il programma - si dovrà fare riferimento alle risultanze delle convivenze anagrafiche, a prescindere dalle scelte sessuali liberamente adottate dai cittadini e dalle cittadine». Poche righe ma sufficienti a spingere il coordinatore della lista Under 30, Luciano Nobili a sgomberare il terreno da ogni dubbio e chiarire la faccenda: «La posizione presa questa mattina da Andrea Casu, in favore dell’istituzione di un registro delle unioni civili è rispettabile, ma espressa esclusivamente a titolo personale». E dunque: «Non c’è dunque nessuna contraddizione tra il programma degli Under 30 e quello del candidato sindaco Francesco Rutelli». Una precisazione che però non riesce a calmare le acque interne dello schieramento del Pd, con l’intera sinistra radicale sul piede di guerra per tutto il giorno.
Di ennesima contraddizione dello schieramento rutelliano parlano i vari esponenti del centrodestra. «Dopo questo ennesimo teatrino, ci auguriamo che i cittadini capiscano con coscienza a chi destinare il proprio voto - spiega Antonio Gazzellone, candidato al Consiglio Comunale per il Pdl. Sul tema non ci pronunciamo poiché si tratta di un tema nazionale e non amministrativo e perciò sarà il Parlamento a decidere in proposito». E Sergio Marchi, sempre del Popolo della Libertà aggiunge: «Casu parla a titolo personale; per Rutelli il programma è chiaro (ma non ci viene detto se vuole o no il registro); la Binetti e Del Vecchio sono, per la Sinistra Arcobaleno, omofobi e la Sentinelli li attacca ma non attacca Rutelli che attacca Casu. Insomma, gli intrecci di Beautiful sono roba da signorine in confronto al caos che regna nella coalizione di Rutelli».