«Un registro per le moschee»

Uno Statuto delle moschee, un «certificato» civile per le strutture destinate alla preghiera e per gli imam «che devono conoscere leggi e cultura del nostro Paese e parlare l’italiano». A chiederlo Manfredi Palmeri, il presidente del consiglio comunale con un’intervista su Islamicità.it, rivista on line dell’Islam italiano. «Solo i luoghi di culto islamici che rispettano le regole del nostro ordinamento, a partire dalle norme urbanistiche - spiega - dovrebbero essere legittimati dalle istituzioni a esistere e a operare sul territorio. È auspicabile che le istituzioni favoriscano la creazione di luoghi di confronto e di dialogo con tutte le comunità islamiche locali. Nessuno potrà così pretendere di essere l’unico rappresentante del mondo islamico». Poi la proposta di una Consulta regionale dell’Islam con funzioni di proposta e di parere sulle questioni indicate di volta in volta dalle istituzioni. «La presenza delle comunità islamiche dovrebbe rispettare però alcune precondizioni civili ed etiche: il rigetto di ogni fondamentalismo, violenza, discriminazione e la condanna assoluta del terrorismo quale strumento di lotta religiosa o politica».