Il Regno di Mino: sigilli d’argento e 50 dipendenti in più

Paola Setti

E fu così che nella torre al decimo piano di via Fieschi nacque il regno incontrastato di Re Mino, con tanto di sigilli reali, passaggio a livello a difendere il castello e un più poderoso esercito di cavalieri. Si intitola «Disposizioni sull’autonomia del consiglio regionale - Assemblea legislativa regionale della Liguria» ed è la creazione di una Regione parallela, che non fa capo alla giunta ma, appunto, al consiglio. O meglio, al suo presidente, Giacomo Ronzitti detto Mino, visto che, articolo 3: «Il presidente dell’assembea ha il potere di rappresentanza esterna» e anche: «L’assemblea, attraverso il proprio presidente, ha soggettività, legittimazione e rappresentanza processuale...». È costata 15 mesi di lavoro, la Grande Riforma, ma la madre di tutte le battaglie per vararla si terrà mercoledì prossimo, quando la proposta di legge arriverà in commissione e quando c’è da credere che gli assessori tenteranno di combattere la presa di potere di Ronzitti. I toni del presidente del consiglio (...)