Regolamento di conti vicino all’oratorio Inseguito per strada e crivellato di colpi

Un agguato all'uscita di casa con sette colpi di pistola, una 7.65 semiatomatica. Cade a terra agonizzante, davanti al cinema dell’oratorio pieno di persone, Sali Kutelli, albanese di 39 anni con precedenti legati alla violazione delle norme sull'immigrazione. Morirà poco dopo al pronto soccorso del San Matteo di Pavia. E si tratta del terzo regolamento di conti tra albanesi, nel Pavese, in sei mesi. L'ultimo dei quali giusto una settimana fa.
L’ultima esecuzione l’altra sera poco prima delle 22. L’uomo, disoccupato ma solito fare la spola tra Italia e Albania per questioni che solo lui conosceva, decide di uscire dalla sua abitazione, di via Papa Giovanni 23, per andare a passare la serata con qualche amico. Il killer è già fuori che lo aspetta. La ricostruzione dei carabinieri del comando provinciale di Pavia, che si basa sulla scia di sangue e sui bossoli ritrovati a terra, è chiara: l’uomo si accorge immediatamente che sta per morire, vede il suo killer in faccia e tenta una fuga disperata a piedi, lungo la via. Ma non ha scampo. I proiettili, sparati in sequenza veloce, lo raggiungeranno al torace e all'addome.
Sali entra in coma. Gli oltre cento ragazzi, con qualche genitore, che stanno vedendo un film all'oratorio sentono bene gli spari ma credono si tratti di petardi. Un genitore, però decide di capirci di più. Esce dal locale e si trova davanti l’uomo che sta morendo. Immediata parte l’allerta a 118 e carabinieri che in pochi minuti arrivano sul posto. Sono le 22.40 quando Sali viene caricato in ambulanza, dopo che i sanitari hanno cercato di stabilizzare le sue condizioni di salute. Morirà a mezzanotte, al policlinico di Pavia. E adesso è caccia all'uomo. Ci sono telecamere per Casorate: private e pubbliche. Anche di questo ci si avvarrà per cercare di scovare l'assassino che nessuno può dire se fosse solo o no al momento dei fatti, visto che la strada era deserta.
La dinamica dell’omicidio fa pensare ad un regolamento di conti all’interno della malavita locale: è una pista che i carabinieri stanno seguendo con attenzione. Sali Kutelli negli ultimi tempi risultava domiciliato proprio a Casorate. Nel suo passato non affiorano precedenti, se si eccettua qualche problema per il permesso di soggiorno. Gli investigatori stanno cerando di far luce sulle frequentazioni dell’albanese verificando anche se abbia avuto contatti con ambienti pericolosi, che potrebbero essergli stati fatali. Sul movente del delitto, pochi dubbi: tutto fa presumere per un regolamento di conti nell’ambito del traffico di droga, racket della prostituzione e controllo del lavoro nero.
Otto giorni fa a cadere a terra morto, dopo un'esecuzione davanti a centinaia di clienti del Sayonara di Vigevano, era stato Edmond Shtyefny, albanese trentaduenne di Abbiategrasso, in Italia dal 2007, con precedenti per furto aggravato, fino al giorno della scomparsa sottoposto a obbligo di presentazione presso i militari della sua zona. Un altro regolamento di conti, sempre a Vigevano e sempre tra albanesi, solo sei mesi fa. Il movente? Il controllo in zona della prostituzione.