Le regole del faccia a faccia studiate contro il premier

Non voglio addentrarmi sull’impianto del faccia a faccia di ieri sera tra il presidente del Consiglio e il prof. Prodi: regole rigide che non danno la possibilità di dare le risposte articolate e fare capire quanto più possibile agli elettori le idee e i programmi delle due coalizioni. Regole studiate appositamente per il prof. Prodi: più il tempo è ristretto e più riesce a cavarsela non avendo nulla da dire. Voglio solamente mettere in evidenza come Berlusconi abbia - nei limiti concessi dalle regole - parlato di fatti concreti, fornendo numeri e nomi delle cose fatte dal Governo da lui presieduto mentre il prof. Prodi abbia buttato fumo nero negli occhi e nelle orecchie dei telespettatori. Non ha fornito un numero che fosse un numero, non ha parlato di quali provvedimenti la sua coalizione intenda mettere in atto nel concreto, ha abusato delle parole dialogo e serietà facendo pura demagogia. Peraltro era scontato: qualsiasi cosa avesse detto avrebbe scatenato la reazione contraria di una componente della sua eterogenea colazione. Esempi concreti: alla domanda del direttore del Messagero su come Prodi pensava di poter ridurre il cuneo fiscale di 5 punti non ha detto né quanto questo provvedimento costerà allo Stato né dove andrà a recuperare i soldi necessari. E questo per ben due volte.